21/07/2008
Superominide

Una volta in un film ho sentito un tizio dire che superman è l’unico vero supereroe, perché si mette una maschera per sembrare una persona normale e non viceversa, come fanno tutti gli altri eroi mascherati. Superman è prima di tutto Superman, Clark Kent è solo il suo travestimento.
Andando avanti mi rendo conto che noi nasciamo come Superman e poi ci troviamo a vivere come Clark Kent, lentamente, inesorabilmente, senza rendercene conto, è un destino a cui non si sfugge. La super forza, l’invulnerabilità e la capacità di volare, uniti a quella fiducia nei valori assoluti, così chiari e cristallini, da risultare banali, un giorno ci abbandonano come fossero prestiti da dover restituire una volta cresciuti. Inforchiamo gli occhiali, ci vestiamo di elegante anonimato e poi via a fare gli eroi digitali, cercando di salvare la nostra società……qualunque nome essa abbia. Siamo fumetti al contrario che ripercorrono a ritroso storie fantastiche, alpinisti concepiti in vetta che poi si estenuano per scendere a valle. Il primo ammutinato è il nostro corpo, concede sempre di meno, trattiene il dolore, recupera lento come un mulinello arrugginito. Così “se puoi sognarlo”, forse la domenica puoi farlo, sempre che il sabato sera sia stato leggero e la notte poco impegnativa. Poi la mente si lascia persuadere, come un donna innamorata, e crede che i limiti esistano ma non tendano mai ad infinito. Infine il cuore si stufa di protestare e batte annoiato il suo disappunto al ritmo di un’impiegatizia tastiera. Vigliacchi, se solo fossi puro spirito, andrei ancora in giro in calzamaglia. Ora però devo lasciarvi, vado a cospargermi il capo di kriptonite. Buona settima e Buona Fortuna.
Viga
“Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.”