18/07/2008
Time Crisis
C’è aria di crisi nei paraggi, economica, atmosferica, esistenziale. Sarà colpa dell’effetto serra, dell’inflazione, delle notti insonni e di qualche zanzara che si diverte e punzecchiare la memoria, causando pruriti mentali difficili da scacciar via. Ci si perde nei luoghi comuni, che poi mi sono sempre chiesto se un luogo è comune, come si fa a perdercisi dentro. Però succede causa scarsa padronanza del senso dell’orientamento dell’uomo moderno, esperto di ratti e non di rotte, di reti e non di riti, con il mondo a portata di mano, accarezzato dolcemente tra l’indice ed il medio. Ogni tanto alzo la testa e osservo gli altri che corrono, da una sala riunioni ad un’altra, per gli uffici come fossero le pareti di un flipper, alla disperata ricerca del tempo che poi sperperano tra le pieghe di una giornata e “troco che ci sia qualcosa di buffo e trovo che ci sia qualcosa di triste” che tutto ciò avvenga in un posto dove si progettano e si vendono orologi. E poi ci si domanda da dove venga questa flessione del marcato?! Cioè qui abbiamo un team di esperti che ci arrovella su questa questione, che studia azioni e soluzioni per uscire da questo ginepraio. Io ho una mia teoria in proposito, assolutamente non supportata da alcun dato o da alcuna competenza specifica e che quindi mi diverto ad esporre solo qui. Credo che la gente si sia rotta i coglioni di sapere costantemente che ore sono! Perché è ciò significa essere perennemente in ritardo o dover continuamente aspettate, angosciarsi o spazientirsi, vedere che non passa mai o vedere che è passata troppo velocemente. Forse mi sbaglio, forse è solo questione di mode e di tendenze, ed io certamente non sono il cliente tipo, però una cosa la so, se qualcuno vendesse tempo io lo comprerei…..Buon Weekend e Buona Fortuna.
Viga