19/06/2009

Il Tutto Fatto In Perfetto Stile

Non so da dove cominciare! Cioè, volevo cominciare da dove si comincia di solito, cioè dall’inizio, ma l’ultima scena di cui ho memoria mi ha bloccato il cervello, dopo c’è stato solo rumore bianco, sudore freddo, sudore caldo, cuoio, suole che cigolano, birra, materasso, o era il pavimento, non ricordo, so solo che il mio corpo era pietra su pietra. Vestito ingessato scatto per due piani di scale, sblocco la porta e poi la sfondo, se tocco qualcosa so che lo manderei in pezzi, rimbalzo sulle scarpe di legno rischiando di bucare il pavimento, poi mi inchiodo di botto come uno che è arrivato davanti alle fine del mondo, un’altra porta, stavolta di vetro, che si apre, mi appoggio ad una colonna cercando di non frantumarla…….e il mondo finisce sul serio. No, non è così che doveva andare, deve esserci un errore, hanno cambiato il copione all’ultimo. Dio è già in ferie? Non lo so, magari è solo che se ne frega, comunque non risponde, s’imbosca come una compagnia assicurativa, quella che doveva rimborsarti per quella faccenducola, quel incidente con cui si è polverizzata la tua felicità…..niente di grave comunque, nessuno si è fatto male, e il risarcimento era abbastanza ridicolo, un briciolo di certezza sulla felicità altrui, non che chiedessi molto. Odio tutti! Odio il re e la regina che vivono nel loro mondo di incapacità e piagnistei; la vostra arroganza, sarà la vostra rovina. Odio i nobili, la loro inettitudine e i loro diritti acquisiti ma non conquistati; spero che presto la storia segua il suo corso e vi cancelli come i dinosauri. Odio il popolo e i suoi rappresentanti, troppo impegnati ad attaccare tutto e tutti, per non capire che forse prima è meglio avere chiaro chi si vuole difendere; avrei sostenuto duecentoventi battaglie, voi avete voluto una sola guerra. Ma più di tutti, odio me stesso, perché sono la macchia, l’intruso, il pensiero impuro, era scritto nel buon senso che io sparissi……e invece sono ancora qui a vedere altri scontare la mia colpa. I ricordi a questo punto galoppano rapidamente indietro, a quando ero poco più che un operaio con la laurea, pronto a transitare ossa consumate da troppi allenamenti dal ruvido reparto di una forgia d’alluminio all’ovattato mondo di chi fa del “superficiale” la sua ragione di vita. Poi tante promesse, fatica, tratti di soddisfazione, paradiso, inferno, poi ancora paradiso, prima di tornare sulla terra, quindi puzza di bruciato, paura, rabbia, e ancora terrore…..ho imparato che ci sono cose tremendamente più devastanti da perdere del lavoro. Ora mi guardo in giro, il mondo è spento, uno squallore bianco e nero; questo posto è morto, la cerimonia è finta, il prete se ne è andato e i partecipanti stanno già ritornando a casa in una lenta e straziante processione. Sono di nuovo lì, inchiodato al linoleum, sudo tremendamente, ma il sudore si attacca con le unghie alla pelle e si rifiuta di infrangere la maledizione del momento. Chi sono io? Dove vado? Perché lui, loro, lei?  Novantadue persone in meno, un nemico in più, non male come affare. Buon Weekend e Buona Fortuna ovunque siate, ovunque ma non qui.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 12:08:00 Commenta: