07/06/2009

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C’è sempre un motivo per un uomo che corre, perché correre è una di quelle poche cose che si fanno sempre per una ragione, a differenza di altre comuni e quotidiane azioni, come camminare, mangiare, parlare, respirare. E per quanto esteso e inesplorato possa essere il paese dove tali cause nascono e crescono, si può sempre ricondurre il tutto a due semplici e banali motivazioni: si corre per inseguire qualcosa o si corre per sfuggire da qualcosa. E’ tutto qui, dalla notte dei tempi, quando si correva per inseguire la vita o si correva per sfuggire alla morte. Ora è diventato tutto solo più sottile, forse effimero, perché rincorriamo un autobus, un tempo, un traguardo, oppure fuggiamo da una persona, da un temporale, da un groviglio di ricordi. Difficile cogliere la diversità dall’esterno, perché la falcata è la stessa, lo stesso sudore, lo stesso respiro, solo guadandoci negli occhi potresti cogliere la differenza, ma guardare fisso negli occhi un uomo che corre è quasi impossibile. Nelle profondità delle pupille, si mescolano passato e futuro delle persone, ma sareste stolti se pensaste che spesso si voglia sfuggire da qualcosa che ci sta dietro, da ciò che abbiamo fatto, no, la maggior parte delle volte invece si vuole scappare da ciò che ci sta davanti, da ciò che pensiamo finiremo per fare. Molti non lo capiscono, ma i pochi che ci arrivano, sanno che è come una droga, come un liquore maledetto, a centoventi battiti al minuto vedi le cose come vorresti che fossero, a centoquaranta vedi le cose come non sono. Infine oltre i centosessanta vedi le cose come realmente sono e questa è la cosa peggiore del mondo. Non credo più tanto nel destino, ma ho ancora una tremenda paura di lui. A volte invidio il silenzio perché per trovarlo, non puoi chiamarlo, né scrivergli, ma devi solo pensarlo. Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

 

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 19:24:00 Commenta: