26/02/2009

Odi

Oggi ho bisogno di odiare. E’ così facile odiare, basta lasciarsi andare, scogliere le briglie, spalancare le finestre, darsi una piccola spinta e saltare. Poi la gravità fa tutto, le vene, che pompano il sangue insieme al resto della roba che esce dal cuore, fanno tutto. E odiare se stessi è ancora più facile, perché non si deve neanche fare i conti con quella sensazione di rimorso che stritola la nostra coscienza quando ci siamo dentro, dentro all’odio, perché prima che l’odio entri dentro di noi, noi dobbiamo entrare dentro di lui. E allora perché faccio così fatica? Se sai amare, sai anche odiare, è inevitabile. Amo erogo odio, perché a volte si può essere anche senza pensare. Dammi, dammi un po’d’odio, di quello che scava, che leviga, che pietrifica. Prometto di non abusarne, giuro di prenderne solo un po’ ogni tanto, quando fa troppo male voler bene, un po’ come l’Aulin, so che non è salutare, ma a volte è necessario, e poi non capita spesso che la cura sia peggio della malattia? La vera controindicazione è che l’odio rende deboli, vulnerabili, consuma le energie nel braciere della rabbia, senza rendere più forti, o più duri, ma solo più soli. Non mi capacito di come sia possibile che, nonostante il mondo sia così pieno d’odio, io non riesca a trovarne un poco in giro per uso personale! Non voglio robaccia tagliata con razzismo, fanatismo o altre merdate che finiscono con la medesima sillaba, no, voglio roba pura, libera, immacolata, odio primordiale, semplice, genuino. Non c’è bisogno che me lo diciate, so che non serve a risolvere i problemi. Gli antinfiammatori non curano le lesioni, danno solo una piccola e passeggera illusione, e prima o poi, in un punto imprecisato prima del traguardo, il dolore ti si riverserà addosso come un fiume in piena, come un ponte sul East River ricoperto d’ombra e brividi; ed allora è troppo facile pensare che era meglio non presentarsi neanche alla partenza, non provarci neanche. Ormai sei partito, anzi eppure sei partito e, se non vuoi mentire a te stesso, sai che non avevi altra scelta, perché tu sei così. Non mi fido quando mi dicono che il cemento è duro, devo sbatterci contro per scoprirlo e poi sono così geniale che lo prendo a pugni per ritorsione. Datemi un po’d’odio, datemi un po’di illusione, poi ci penso io a trascinarmi fino a Central Park. Buona Giornata e Buona Fortuna.

 

Viga

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24/02/2009

Sai chi Sei o Sei chi Sai?

Periodo di maschere e travestimenti, di trucchi e costumi, ma non è una novità. Weekend da Charlie Brown, tirato e psicopatico, e anche questa non sembra una notizia. Sullo sfondo quella sensazione, quel timido dono di intuire ciò che una semplice frase significa in un venerdì pomeriggio qualunque e l’irresistibile paura di scoprirlo. Volere che accada e allo stesse tempo sperare che non succeda, come fossi costretto ad assistere ad uno scontro tra due persone, una che aspetta, l’altra che fugge, e non sapere con chi schierarsi. A Scopone basta saper contare, ma a Poker serve saper bleffare, e io al massimo so mischiare, mescolare cose che andrebbero tenute separate. Inizio il weekend cercando di fondere il Tap e se non ci sono riuscito, ho sicuramente contribuito ad un suo prematuro ritiro dall’attività. Poi serata con zio Mac e giornata di sabato tra i giapani dai tratti occidentali a sfogliar fumetti. Mi soffermo su un albo di Batman che mi procaccerò prossimamente, perché mi sembra tratteggiare un po’ gli ultimi mesi della mia vita….sul momento però non l’ho comprato, ho avuto paura di scoprire troppo presto quale fosse il finale. La sera innesto maglia gialla e pantalone d’acqua alta ed entro nei panni del Signor Brown, anche se avrei preferito vestire quelli del signor Wolf e essere anche io, almeno per una notte, uno che “risolve problemi”. Invece, mi sono semplicemente comprato uno zaino più capiente. Mi viene in mente Donny Darko: “Perché indossi quello stupido costume da coniglio? Frank: E tu perché indossi quello stupido costume da uomo? Perché non ho scelta! Perché a volte è meglio una maschera della faccia che c’è dietro. Troppo semplice parlare di sincerità, troppo facile affermare che fingere è sempre sbagliato, non siamo noi a scegliere la parte che dobbiamo recitare. Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

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22/02/2009

Arieccomi

Sono sparito dalla circolazione.Ma stavolta veramente!Mai successo che stessi così tanto lontano dal blog,dalla mia seconda casa,il posto dove nessuno mi può attaccare e dove trovo la pace dei sensi.Purtroppo Facebook o FB ha fatto la sua parte di devasto e io,tra palestra e lavoro,sono straimpegnato,ora ho pure la tipa a cui dar retta così il tempo a mia disposizione è meno ke zero.Sono già le 23,40...vado a nanna.Spero di aggiornavi il + presto possibile.
Ola
Pollo

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22/02/2009

Più o Meno Charlie Brown


Buona Settimana e Buona Fortuna.

Viga

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19/02/2009

Sabbia e Sensazioni

Basta una nube ad oscurare il sole? No, non credo! Una nube può obbligare ad un brivido, ad un attimo di ombra, ma poi il calore torna, poi la luce ritorna, certo il sole deve essere ancora lì, il sole non deve essere tramontato, oppure mai sorto, come a volte succede senza che ce ne rendiamo conto. Il contrario è illusione, travestita da magia, è resa, travestita di consenso. L’unica verità è che la notte, per quanto libera e affascinante, fa paura, anche se hai le stelle che si accendono, a farti compagnia e quelle che si spengono, a cui esprimere un desiderio, anche se hai la luna che ti disegna l’umore e se sai che prima o poi il sole rispunterà sulla linea dell’orizzonte. Mentre tu ci pensi, intanto il tempo scorre, mentre tu ti aggrappi alle lancette, intanto il quadrante gira, trasformando lo spazio intorno a te, la tua vita e i suo protagonisti, come le tessere di un mosaico che forse un giorno andrà a posto, oppure mai, e allora speri che arrivi comunque il momento in cui te ne farai una ragione. Questa settimana sono invecchiato cinque anni in qualche giorno. Non è necessariamente un male, se il passo è fatto nella direzione giusta. Non ti puoi distrarre un attimo, che un’onda spazza via le mura esterne, non ti puoi voltare un attimo che un bambino che non avevi visto arrivare, calpesta tutto di corsa. Ma il mare è così, a volte lo ami, altre lo odi, e spesso ne hai soltanto paura. E la spiaggia è così, è il regno dei bambini, se non ci fossero sarebbero solo vuote distese senza senso. E la sabbia è così, non è fatta per costruir castelli, eppure non ci stanchiamo di usarla, non ci stanchiamo mai di provarci. Buon Weekend e Buona Fortuna.

 

Viga

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16/02/2009

Parigi-Berlino Solo Andata

"Nella vita se si vuole capire, capire veramente come vanno le cose di questo mondo, bisogna morire almeno una volta, allora è meglio farlo da giovani quando si ha tutto il tempo davanti a sé per tirarsi su e risuscitare." Così un amico sa risponderti ancora prima che tu sia stato in grado di fargli la domanda, nonostante tu non parli e lui non possa vederti, nonostante tu guardi il sole sorgere e lui tramontare, nonostante lui sia arrivato e tu neanche partito. In fondo però, oltre l’amicizia fraterna, il passato comune e sogni stucchevolmente simili, c’è qualcos’altro che ci unisce, cioè la consapevolezza che nonostante la vita a volte ci dia molto e altre ci tolga altrettanto, bisogna comunque adattarsi, perché la giustizia è una cortigiana e la felicità una coperta maledettamente corta. Detta così sembra semplice, ma, lasciato solo sulla pista, il pensiero di tirar giù quel maledetto aereo con un missile credo sarebbe venuto a chiunque, perché a volte non si è abbastanza forti per guardarlo decollare, non si è abbastanza grandi per scomparire semplicemente nella nebbia. La nebbia infatti prima o poi finisce, e quando ricompare la realtà, ti rendi conto che manca qualcosa che prima i tuoi occhi immaginavano di scorgere e che ora più semplicemente non possono vedere. Venerdì esco dall’ufficio come Nicolas Cage in Via da Las Vegas e il programma della serata, se non fosse stato per un briciolo di residua autoconservazione, sarebbe certamente finito come l’epilogo della medesima pellicola. Sabato solita giornata da atleta professionista e serata con cena in compagnia di sconosciuti coi quali è fin troppo facile rendersi antipatico, anzi è talmente facile che la mia antipatia finisce per suscitare simpatia e non posso non chiedermi ancora una volta come fa a girare in un solo senso un mondo così assurdo. Domenica….be’, domenica aspetto che il sole tramonti, che l’Inter vinca e che il sonno singhiozzante delle ultime settimane mi prenda. Oggi è stata una giornata assurda, lunatica, psicotica, ho ancora una volta seguito le orme di Orfeo e ora sono qui a convincere il pennuto a fare di tutto per non combinare un casino con la ragazza, l’amica, la non ho capito cosa, a cui però sembra molto legato. Corri da lei, bestia da pollaio, non lasciartela scappare. Può sembrarti folle, ma sei un folle se non lo fai. E’inaccettabile, se su quell’aereo ci sale da sola, è inammissibile che tu lo lasci decollare, perché Parigi non sarà mai più di una malinconica consolazione e poi arriva il weekend, io lo so, coi Vodka Tonic che ti rivoltano lo stomaco, la gente che si stufa e pensa che sei uno stronzo ed il sole che la domenica tramonta sempre più tardi. A Berlino in fondo, ci siamo già andati……Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

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12/02/2009

Searching for The Power of One

Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e dopo con il cuore, solo così il piccolo riesce a vincere sul grande, solo così un uomo tiene a bada i propri demoni, vive e non sopravvive, dorme la notte, non trattiene il respiro, beve il caffè. Ci vuole un piano, idee precise, zero improvvisazione, saper cosa fare e non credere di saperlo. Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e poi con il cuore. Sogna, ma prima pensa. Gareggia, ma prima allenati. Ama una donna, ma prima sopporta te stesso. Ci vuole un piano, idee concrete, nessuna improvvisazione, fare e non provare. Come i cerotti, uno strappo secco è la soluzione migliore. Come un medicina, giù tutto di un fiato è la soluzione migliore. Funziona così, allo stesso modo, e poi è solo la tua vita! Prima con la testa e poi con il cuore, mai il contrario, sarebbe devastante, come muovere il tronco prima di spostare la gambe, come incrociare i flussi, come buttare la pasta prima che c’acqua bolla. Cadresti, otterresti una totale inversione di particelle, mettesti in tavola una schifezza e poi, oltre al danno, la beffa, non smetteresti per chissà quanto tempo di chiederti perché. E la testa non la fermi più, hanno una vita propria i tuoi pensieri, si svegliano e si addormentano come bimbi in fasce, e in mezzo strillano e fanno casino. Non sono certo che il cuore sia un muscolo involontario, ma sono sicuro che il cervello lo sia. Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e poi con il cuore, mai il contrario. Spera, ma prima osserva. Gioca, ma prima fatti spiegare le regole. Innamorati, ma prima conosci te stesso. Ci vuole un piano, idee realistiche, fuggi ogni improvvisazione, rispondere e non chiedere. Forse basta un pensiero felice per ritornare a volare, per non restare ad aspettare in quel luogo che sta tra il sonno e la veglia, dove ti ricordi ancora che stavi sognando. Meglio credere ai fatti, anche se i fatti sono in crisi d’astinenza. Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e poi con il cuore. Perché il piccolo può sconfiggere il grande, un uomo può accettare i propri demoni, vivere e non limitarsi ad esistere, riposare la notte, respirare liberamente, gustare il caffè. Ma ci vuole un piano, senza sei una foglia alle mercé di un fiume di sguardi, una piuma in balia di una brezza di profumi, la faccia di un dado, una frase che si ha paura a pronunciare. Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e poi con il cuore. Destro sinistro, essere, non essere, alto, basso, lasciare andare, lasciarsi andare, che fare se la cura fa più male della malattia? Che fare se la malattia è cosa più bella della cura? Che fare se non riesci più a distinguerle? Per questo ci vuole un piano, un quadro dei propri pensieri, la pazienza di osservarlo, la saggezza di capirlo, la forza di accettarlo. Prima con la testa, poi con il cuore, concentrati, il binario è vuoto. Prima con la testa, poi con il cuore, ragiona, i treni li hai sempre evitati. Prima con la testa, poi con il cuore, rifletti, non sai manco dove andava. Prima con la testa, poi con il cuore, respira, ce ne sarà uno dopo. Prima con la testa, poi con il cuore, e il piccolo sconfiggerà il grande, l’uomo apprezzerà i propri demoni, sarà e non sarà stato, coccolerà la notte, avrà fiato per cantare e non avrà più bisogno di bere caffè. Prima con la testa, poi con il cuore, prima con la testa e poi con il cuore e finirà quest’assurda Haka; Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora! Buona Giornata e Buona Fortuna.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 14:14:00 2 Commenti