25/01/2009
back
Ekkomi qua finalmente!!! Dopo un 3 settimane di silenzi un pò voluti e un pò forzati,rieccomi a casa,il blog!!!Ricapitolando in queste settimane è successo di tutto...o quasi!! Mi è morta la scheda video 2 settimane e mezzo fa...un dramma..anke perchè trovarne una adeguata c'è voluto tempo.poi una volta trovata ho dovuto spettare altro tempo x averla e infine ho litifgato un paio di gg x farla andare bene!!! Insomma un'agonia.X fortuna tutto è bene quel ke finisce bene!!!X il resto tutto è trascorso abbastanza tranquillo,tra serata in disco e feste varie,son sempre riuscito a portarmi a casa integro:-DOra vado devo sistemare delle faccende private!!! olaaa
Pollo
25/01/2009
Ascolta un consiglio: portati l'ombrello
C’è un confine immaginario, una linea invisibile che in ogni uomo distingue la ragione dalla follia, la logica dall’istinto. A volte capita di attraversarla, specialmente quando ci veniamo a trovare in situazioni particolarmente estreme di gioia o di dolore, sia fisico che mentale. Capita quando corri, e corri troppo, quando ti fletti, e ti fletti troppo, quando ami, e ami troppo, quando pensi, e pensi troppo, e mille altre cose per le quali un giorno decidi che la tua razione quotidiana non ti basta, ma ne vuoi di più, senza un limite preciso, di più finché resisti. Così non fai più ciò che la logica ti suggerisce, ma fai ciò che tu hai voglia di fare, colori la razionalità di istinto e smetti di pensare ma cominci a percepire. E i tuoi sensi si intensificano, tanto che cominci a distinguere i singoli suoni e, ascoltando le persone, a capire ciò che le loro parole vogliono davvero dire. Dal minestrone di odori che ti circonda riesci ad isolarne uno e a sapere se c’è o c’è stato, puoi vedere oltre la nebbia se ci son nuvole o si nasconde il sole e fai indigestione di particolari, di dettagli insignificanti che normalmente non durerebbero lo spazio di un respiro ma che in quello stato di assurda attenzione generano pagine e pagine di vita, a volte vissuta, altre solo immaginata. Ecco perché so che sta per succedere! Mi mancano i dettagli e sulle tempistiche sono indeciso tra questa e la prossima settimana, in fondo, “difficile vedere nel futuro, sempre in divenire egli è”, però la fredda quiete degli ultimi giorni mi richiama alla mente l’aria che si respira prima di una tempesta, la trepidazione che precede l’attimo dello sparo, l’istante di vuoto che vede la palla raggiungere l’apice della parabola prima di ridiscendere. Ho paura! Vorrei non averne ma ce l’ho, e non solo per me. La domanda a cui però faccio fatica a trovare risposta è perché ho paura. Perché mi fa così paura essere costretto a cambiare o a vivere un cambiamento attorno a me, se è solo perché credo di sapere quel che lascio e di non sapere quel che troverò? Ho visto, fatto e avuto così tanto nella vita che non posso sperare di vedere, fare e avere di più? Oppure la sfiga mi ha talmente tante volte attraversato la strada che sarà inevitabile ricontarla dietro al prossimo angolo? Tra le righe di un blog le risposte a queste domande sono morbide e leggere come i petali di una rosa, ma tra le pieghe della realtà ti graffiano e ti fanno sanguinare come le sue spine. Non so come finirà, ma sono qui per scrivere come sta per cominciare. Domani il cielo inizierà a coprirsi, è già deciso, lo so, non sono un metereologo ne tantomeno un indovino, sono solo uno come tanti, che però spesso corre troppo, spesso si flette troppo, spesso ama troppo e spesso pensa troppo. Buona Settimana e Buona Fortuna, soprattutto a noi che saremo là fuori.
Viga
22/01/2009
When you are not in the business... but you are the business
Prof, tu mi conosci, sai che odio perdere, sai che è una cosa che mi fa impazzire e che faccio molta fatica a gestire. Massacro gli altri e me stesso perché non succeda, sacrifico gli altri e me stesso perché non succeda, è forse la mia forza più grande e sicuramente la mia più grande debolezza. Divento duro, dispotico, a tratti cattivo, aumento la soglia fisica oltre quanto una persona normale sarebbe disposta ad accettare in un comune sabato pomeriggio. Non è bello, non è neanche giusto, ma funziona e permette di distinguere coloro che ci credono da quelli che fanno finta, permette di andarsene poi a casa comunque senza rimpianti, forse con qualche rimorso che speri non sopravviva abbastanza da vedere il mare. Tu sai perché lo faccio! Non è per il punteggio finale, quello non arriva alla fontanella, e neanche per le canzonature che girano dopo al Capriccio insieme alle pinte di bionda gelata, no, lo faccio perché se vinci mantieni il campo, se vinci scegli e non sei scelto, se vinci continui a giocare, fino alla fine della prossima partita…e poi…e poi si ricomincia...se continui a vincere. Così è l’asfalto, così è la vita, non è una banale questione di vittoria e sconfitta, se vinci vai avanti, se perdi ti fermi, in palio c’è il gioco stesso. E io sono ancora qui! Sono qui perché posso, sono qui perché voglio, ed è uno dei pochi casi in cui posso ciò che voglio e voglio ciò che posso. Sulla bocca di tutti ormai c’è la convinzione del: Si, possiamo!! Corretto, forse un po’ semplicistico, ma funziona! Quello che a me preoccupa invece è ciò che ci sta prima, il: Si, vogliamo! Mi chiedo se siamo ancora in grado di capire ciò che vogliamo, di comprenderlo chiaramente, non come qualcosa di annegato in qualche ovattato principio universale o esistenziale, no, penso di più a un desiderio semplice, nitido, come una mela, un divano nuovo, uno di quelle aspirazioni che una volta si infilavano nella tasca dei pantaloni, pronti a tirarla fuori appena una stella inciampa e scivola lungo il coperchio terso della notte. Poi quelle braghe te le ha fatte viaggiare tua madre insieme alla tuta sgualcita che usavi per stare in casa e adesso sei in difficoltà. Tu che leggi esprimi un desiderio! Non vale la mela, è troppo facile perché l’ho già detto io e poi l’ultima volta è successo un casino ancora oggi non risolto. Solo due regole: hai massimo cinque parole per descriverlo e cinque secondi per pensarlo. Se ce la fai sono non c’è dubbio si realizzerà. Milleuno, milledue, milletre, millequattro, millecinque. Tempo scaduto! Buona Settimana e Buona Fortuna.
Viga
19/01/2009
Non c'è Nulla che non vada
Sulla strada che conduce ai campi coltivati e programmati in Visual Basic mi fermo e prendere un caffè con Gmork e suo fratello Mork che in realtà non viene da Ork, ma da Caronno Pertusella, ed insieme discutiamo di questo clima sociopatico, dell’assurdo modulo dell’Inter e del Nulla che avanza imperterrito nonostante gli scioperi del traffico aereo ed i rincari sul succo d’arancio surgelato. Che poi stiamo ancora tutti aspettando il rapporto, non importa se di minoranza e steso da un gruppo di pellicani, quello che ci piacerebbe sapere è se è meglio investire o essere investiti. Personalmente penso che alla fine sia meglio vestire classico, con qualche tocco sregolato, tipo i calzini, rigorosamente a righe, così almeno se devi guadarti i piedi per evitare sguardi indiscreti, puoi guardare le linee, e fare esperienza, non si sai mai che ne venga fuori un nuovo lavoro, nel mondo del calcio, per esempio, dove puoi farti le ossa, basta solo un po’di latte. Ripensandoci, è veramente una storia infinita la nostra, fatta di corsi e ricorsi, corse e rincorse, sogni e segni, gomme da masticare alla granatina e pane lievitato stupidamente. Il tempo è come diceva Zarathustra che parlò una volta, quando praticamente nessuno lo ascoltava, tranne un nano da giardino che stava cercando la primavera, e poi tacque per sempre, causa problemi a digerire la carne di serpente con le cime di rapa. Mork se ne va, passa a prendere Mindy e poi tornano all’Enterprise che anche lei è sul bordo della barca rotta . Atreju è rimasto impantanato nel traffico reso lento da questa ingestibile spolverata di neve….e pensare che ha chiamato prima dicendo che starebbe arrivato a cavallo delle dieci. E io pirla che non ho pensato che sulle dieci non puoi mica arrivarci a cavallo, ma al massimo montando una cassettiera dell’Ikea. Ora vorrei andarmene a letto ma ho paura che il lupo non perda il vizio ma mi semini pelo ovunque per casa, costringendomi a spazzare il pavimento e con esso le orme, le immagini, le sensazioni di chi è passato attraverso la mia porta per lasciare un impronta, fatta di luce ed ombre. Basta però ora, domani sera al Pala Leone si fa su serio, c’è un campionato appollaiato sul filo e io devo ancora convincere i soliti due demoni notturni a lascarmi riposare qualche ora per arrivare tirato come un piattello nella fossa olimpica. Lascio il gallo a far compagnia alla belva pelosa, anche se come dice il saggio il gallo ed il lupo potranno anche coricarsi insieme, ma il gallo non dormirà poi tanto, soprattutto se il lupo non la smette di russare. Mi congedo e mi congelo. Il nulla avanza, ma bisogna diversificare la dieta. Buona Settimana e Buona Fortuna.
Viga
http://it.youtube.com/watch?v=ae1Usmbh9pg
16/01/2009
Senza Titolo
La sentite? No è?! Già come potreste! Non fa rumore, è neve che cade in un giorno di festa, sole che si spegne in mare all’orizzonte, stella che scivola sulla cupola celeste. Per accorgertene devi essere lì, a guardare, con gli occhi giusti, altrimenti ti può passare accanto senza che tu te ne renda conto. La paura l’accompagna, così simile, eppure così diversa, è facile confonderle, eppure una è figlia di eventi passati, l’altra è madre di scelte future, quando le tocchi entrambe ti gelano il sangue e ghiacciano le sponde che esso arriva a bagnare. Uno crede che la propria immaginazione non conosca limiti, fino a quando non scopre che la realtà sa essere molto più estrema, profonda, suggestionante……la realtà è semplicemente reale, non è una possibilità, è una sentenza già pronunciata, un caso già chiuso. Questo weekend casca proprio male, come una giornata di sole durante una noiosa convalescenza influenzale; non si può saltare come un fosso, non si può aggirare come un buco, bisogna attraversarlo con gli occhi chiusi e il cervello spento, perché se guardi in basso finisce che cadi giù e se pensi a quello che stai facendo finisci che ti pianti lì dove sei. Per una volta invidio minerali e vegetali, i primi perché sanno essere duri e fragili allo stesso tempo, i secondi perché possono piangere quando vogliono e “la gente crede ancora che sia rugiada”. Questa volta però non farò lo stesso errore, questa volta sarò un perfetto giocatore di poker, una frana negli abissi, un’anatra in uno stagno, un grido dentro al cuscino. Fa eccezione questo luogo, perché qui le cose durano il tempo di uno sguardo, perché in fondo qui scrivo a me stesso, e a me stesso, nonostante ci abbia provato, non sono mai riuscito a mentire. so che non la sentite, ma c’è e ci sarà per un po’. Buon Weekend e Buona Fortuna.
Viga
11/01/2009
Inziando dal 2009......
Il 2009 è iniziato silenzioso, planando distratto sul gelo dell’inverno. La neve ha ricoperto le strade della City per più di un giorno col suo candido e morbido mantello, un’incontaminata e gelida coperta capace di purificare, di perdonare, di scaldare i cuori, confondendo lo spazio tempo, magia ed illusione, cioè che è da ciò che si spera sia. Se sei un uomo intelligente, sospiri e te ne resti a casa, se sei un uomo fortunato, invece respiri e ti muovi a piedi, tentando di non scivolare, sul giaccio, sui buoni propositi, sulle carezze della sorte. Poi tutto si scioglie, si sporca, congela, e sotto la bianca lavagna sulla quale hai per un attimo sognato di poter disegnare il tuo destino, ricompare la realtà, quella che c’è sempre stata, dove è impossibile raffigurare grandi opere, ma dove al massimo puoi lasciare un segno. Qualche giorno in ufficio e le montagne sono già ritornate paesaggio in lontananza, anche se ogni tanto mi ritrovo a guardarle, anche se spesso mi ritrovo a desiderarle; cavoli sono lì, che cosa ci vuole per poterci tornare, cosa ci vuole per poter tornare a viverle, a toccarle, a respirarle?! Eppure se in questo momento sono qui a scrivere, qualcosa ci vuole, e non è cosa che si trova dietro l’angolo! Il mondo intorno intanto mi sembra un treno che ha perso il controllo e che al primo ostacolo nascosto potrebbe deragliare definitivamente. Inutile raccontarci storie, il 2009 sarà un anno molto duro e difficile! Sarà un anno di paure e tensioni, dove ci sembrerà di barattare i nostri sogni con la realtà e di affrontare in pieno giorno demoni che di solito si fanno vivi solo di notte. Ci sentiremo in bilico, ci sentiremo soli, ci sentiremo sconfitti…..e allora reagiremo. Guaderemo negli occhi la paura e piegheremo la tensione. Comprenderemo che sogni e realtà alla fine si mescolano per dar vita alla vita e che i demoni alla luce del sole non fanno poi così paura. Ci sentiremo in bilico ed impareremo a stare in equilibrio, ci sentiremo soli ed impareremo a stare vicini, ci sentiremo sconfitti e impareremo la differenza tra perdere ed essere battuti. Alla fine, e Dio solo sa quanto ci spero, saremo felici. Oggi è l’anniversario della scomparsa di De Andrè. Sembra ieri, ma sono passati dieci anni. La cosa più straordinaria delle sue canzoni, al di là delle note che possono piacere o no, o delle parole che possono colpire o no, è che Fabrizio scriveva storie, raccontava fiabe, cantava persone, mentre noi ci leggiamo dentro la nostra vita. Ecco qualche stralcio rubato qua e là.
e mentre marciavi con l'anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore.
….tu lo seguisti senza una ragione
come un ragazzo segue un aquilone…
….e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno come le rose…
Fuori soffiava dolce il vento
tralalalalla tralallaleru
ma lei fu presa da sgomento,
quando lo vide morir contento.
Morir contento e innamorato,
quando a lei niente era restato,
non il suo amore, non il suo bene,
ma solo il sangue secco delle sue vene.
Si sa che la gente da' buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio
si sa che la gente da' buoni consigli
se non può dare cattivo esempio.
…prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume.
Ad eccezione di Abele e di Caino
tutti quanti sono andati a far l'amore
aspettando che venga la pioggia
ad annacquare la gioia ed il dolore.
….sembra di sentirlo ancora
dire al mercante di liquore
"Tu che lo vendi cosa ti compri di migliore?"
Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l'amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.
Da uomo avvertire il tempo sprecato
a farti narrare la vita dagli occhi
e mai poter bere alla coppa d'un fiato
ma a piccoli sorsi interrotti...
"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare".
Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo…
Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
Ma tu che vai, ma tu rimani
vedrai la neve se ne andrà domani
rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un'altra estate.
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l'inferno esiste solo
per chi ne ha paura.
Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.
Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.
Passa il tempo sopra il tempo
ma non devi aver paura
sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura
piangi e ridi come allora
ridi e piangi e ridi ancora
ogni gioia ogni dolore
puoi ritrovarli nella luce di un'ora.
Ma adesso che viene la sera ed il buio
mi toglie il dolore dagli occhi
e scivola il sole al di là delle dune
a violentare altre notti:
io nel vedere quest'uomo che muore,
madre, io provo dolore.
Nella pietà che non cede al rancore,
madre, ho imparato l'amore.
Concludo il primo post dell’anno con un augurio, una frase di origini controverse che molti hanno scritto, moltissimi hanno letto, ma pochi hanno messo in pratica: “Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, e la saggezza di capirne la differenza”. Buon Anno e Buona Fortuna.
Viga
