30/11/2008

Thx friend

A volte certe eventi e situazioni aiutano a farti capire il mondo e chi lo abita.Certezze che si hanno svaniscono nel nulla e altre crescono come delle torri,+ solide delle precendenti e senza crepe.Così il week-end è passato,onestamente ero + in forma venerdì prima che iniziasse.Son + stanco ...ma nn importa,supererò anche questa settimana.Tanto so su chi fare affidamento sempre e in qualsiasi momento.La vita è strana,ma fin quando lo dicevan amici nn ci si credeva,ora posso affermarlo pure io.Anzi forse devo dire grazie x quel è successo sabato sera ke mi ha aperto gli occhi,ma nn lo so,il tempo sarà il giudice supremo.La neve si è sciolta in acqua.L'acqua pulisce.Speriamo che mi abbia pulito abbastanza.
Intanto mi godo il mio nuovo giocattolino ,oggetto sottile quadrato che mi darà tante soddisfazioni in futuro. o forse il futuro è già presente in quel coso. La neve si è sciolta in acqua.L'acqua pulisce.Speriamo che mi abbia pulito abbastanza.
Ola
Pollo

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 22:32:00 6 Commenti

30/11/2008

Doni d'Inverno

Come è arrivata, così se ne è andata. Silenziosa, lenta, gocciante, dopo un pomeriggio di inarrestabile attività, in una notte è poi scomparsa, tanto che la mattina mi sono chiesto se sia realmente venuta, se non sia stato un scherzo di una lunga e difficile settimana lavorativa. Forse ritornerà, non lo so, non so se sperare che accada, oppure desiderare il contrario, perché quando arriva, la neve incasina tutto, rende tutto più difficile, più complicato, nonostante sia così maledettamente bella, nonostante sia così maledettamente bianca, nonostante sia così maledettamente perfetta. Su ciò, forse ha ragione Snoopy, forse ha ragione Sally, o forse ha ragione Sugar, probabilmente lo scoprirò alla prossima perturbazione, quello che è certo è che Natale col sole non piace a nessuno, Natale col sole non lo sopporto, nonostante in calzamaglia faccia la mia porca figura. Una spaventosa settimana di lavoro mi si erge davanti ed un weekend in fondo al tunnel che potrebbe nascondere qualsiasi cosa, l’ambito pianoro come un precipizio. Santa, il mare, il tempo libero, doni capaci di trasformare un uomo in un re o di far comprendere ad un re di essere solo un uomo. Qualunque sia la risposta sussurrata dalle onde, nasconde la verità e la verità alla fine ti renderà libero. Credo che Dio abbia creato l’inverno per separare gli uomini dai buffoni e che poi si sia pentito e abbia creato la neve per non doverli distinguere. Comunque sia, in conclusione, non importa che tu sia leone o gazzella, crotalo o pavone, licaone o beccaccino, l’importante è che quando nevica, tu non te la prenda. Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

 

Se questo mondo fosse un piano infinito e navigando a oriente noi potessimo sempre raggiungere nuove distanze e scoprire cose più dolci e nuove di tutte le Cicladi o le Isole del Re Salomone, allora il viaggio conterrebbe una promessa. Ma, nell'inseguire quei lontani misteri di cui sogniamo, o nella caccia tormentosa di quel fantasma demoniaco che prima o poi nuota dinanzi a tutti i cuori umani, nella caccia di tali cose intorno a questo globo, esse o ci conducono in vuoti labirinti o ci lasciano sommersi a metà strada.

 

Da Moby Dick di H. Melville

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 19:21:00 Commenta:

28/11/2008

Fuori

Freddo, buio, nessuno in giro, se non per sbaglio, o in un forsennato transito diretto a casa. L’aria prova a pungermi, ma non ci riesce, sono tanto affilato che è lei a rischiare di tagliarsi. E’ finita…...la settimana, la giornata, la mezza stagione. Mi insinuo silenzioso nell’inverno e lui rabbrividisce. Sono un demone in calzamaglia, un angelo disoccupato, un pensiero impuro in una mente innocente. Fumo il futuro, evapora dalla mia felpa ciancicata come ritardataria adolescenza. I lampioni latitano, tanto non servono a molto, per talento o inettitudine finisco col rimettere sempre i piedi sulle medesime orme. Il castello alla mia sinistra è dipinto nella notte, a destra il nulla in divenire. Sono una formica sotto lo stipite della città. Scalcio la strada, la terra, l’asfalto, quasi a fargli male; inutile camminare leggero. La strada è più benevola, la strada è più saggia, là dove spingo in basso, lei mi spinge in avanti……dovrebbe essere sempre così. Il cuore batte i secondi, i minuti, prova a protestare, ma al primo sguardo si ritira con espressione colpevole, lui sa che io so. L’amore tra odore e respiro è inattaccabile, puro, eterno, così ad ogni contrazione racimolo erba umida, foglie e notte affumicata. Gli odori sono senza corpo, peso, forma, eppure non esiste niente di più forte, resistente, perché la dove ci si dimentica di nomi, volti, parole, là dove ci si dimentica anche di dimenticare, un profumo è, era e sarà, come un’inseparabile coppia di atomi di ossigeno. Vorrei ragionare col tempo, farmelo amico, convincerlo a fermarsi un attimo a fare due chiacchiere e poi saltargli addosso all’improvviso per vederlo schizzare in avanti, qualche mese magari, giusto fino a sfiorare la primavera, non ho bisogno di una Delorean, mi basterebbe anche solo una Graziella. Se potessi mi trascinerei fino all’alba, eviterei tutta quella parte fatta di calde coperte o sogni fastidiosi, ma sarebbe una sconfitta, sarebbe come non andare ad aprire la porta, sentendo la paura bussare. Odio perdere, soprattutto con me stesso, così ritrovo la strada di casa, le chiavi, calore, luce, doccia, stupido divano, gallo di nuovo al suo posto. Buon Weekend e Buona Fortuna........mi raccomando.

 

Viga

 

In certe anime c'è un'aquila di Catskill che può egualmente precipitarsi nei burroni più oscuri e tornare a librarsi in alto e scomparire negli spazi solari. E anche ove essa voli per sempre nel burrone, questo burrone è dei monti, e così, nella sua più bassa discesa, l'aquila montana è sempre più in alto degli uccelli della pianura, anche quando questi salgono.

 

Da Moby Dick di Herman Melville

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 10:51:00 2 Commenti

26/11/2008

Alinegato

Ho un piccolo segreto da rivelarvi, venite vicino, perché posso solo sussurrarlo: Non è vero che “vola solo chi osa farlo!” Vola solo chi ha le ali e decide che sarebbe uno spreco non utilizzarle. Se ne sei sprovvisto, non importa quanto coraggio tu possa avere, non importa quanto in alto tu possa salire, se ci provi, precipiterai, cadrai, perché la gravità è imparziale, perché la gravità non guarda chi sei, cosa hai fatto e perché lo fai, perché la gravità esiste e tu non ci puoi fare un bel niente. Ali enormi, come quelle che dispiega qualche reale rapace, e che potrebbero tenere sospeso lui e altri diversi da lui, ali insignificanti come quelle che vibra un tozzo calabrone e che sul versante aereonautico non dovrebbero servire a niente, ma che invece lo portano dove vuole. Perché non esistono ali grandi o ali piccole, ali giuste o ali sbagliate, esiste solo chi ce le ha e chi no, il resto è filosofia da cioccolatini. Se vi chiedete dove si trovano o si comprano, non è ho idea. Probabilmente ci nasci e una mattina ti svegli e scopri di averle sempre avute, oppure le trovi per caso da qualche parte, lasciate da qualcuno che magari se le è dimenticate o magari le ha abbandonate perché soffriva di vertigini o si era scocciato di volare, in fondo in quota fa freddo e vedere il sole troppo da vicino a volte fa male agli occhi. Ma le ali scarseggiano, e allora meglio prendere la faccenda di petto, al contrario del pollo, dove il petto finisce subito, nonostante abbia capito tutto e voli basso….e non faccia il gallo. Sapete da cosa si capisce che è arrivato l’inverno? Dal fatto che non sai rispondere a questa domanda……eppure l’inverno è arrivato. Buona settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 12:37:00 Commenta:

23/11/2008

Prove di Scollinamento

Tutte le volte che arriva il maledetto venerdì, ripenso la stessa cosa: e adesso? Vedo il sole tramontare da quinto piano della Binda Tower e qualcosa dentro di me vorrebbe tramontare con lui, fuggire, diventare l’alba di un altro posto. Esco dall’ufficio e non so bene dove andare. Non ci sono più le trasferte come una volta, le partite che stramaledicevo ma che in fondo erano una droga irrinunciabile. Non ci sono neanche km da macinare il prima possibile, per fuggire dalla città e dalle sue dolcissime illusioni e non c’è un gozzo che mi aspetta per portarmi allargo lontano dai miei pensieri. Così inizio a girare con l’aiuto di irrinunciabili amici e con il sostegno di più rinunciabili birre, ma si sa, la vita è fatta a pacchetti, come quelle sacche che ti regalano a qualche manifestazione, e che contengono, una pio di cose buone, un paio meno, una roba che vale da sola il pacco e il resto è tutto da buttare. Concludo la serata in Bovisa a salutare Dottor C, che si trasferisce un po’ di tempo in Tedeschia e poi solo in branda o in branda da solo, che purtroppo non sono la stessa cosa. Sabato, guerriero, vado a giocare a fare la guerra, e mi rendo subito conto che conquistare una collina non fa per me, forse perché non mi piace ricevere ordini, forse perché ho una pessima mira, o forse perché una collina in realtà non può essere conquistata, se la potessi veramente conquistare, quando te ne torni a casa te la porteresti via con te, invece lei resta lì….e tu te ne vai. Sabato sera la temperatura cambia, soffia l’inverno fuori dalla finestra, sussurra “testa dentro, che qua fuori è un brutto mondo.” Domenica mattina dejavouz in Sempione, mantelle luccicanti, aria tagliente, sudore e muscoli tesi, anche se questa volta le gambe girano…..certo questa volta i 42 abbondanti se li sta smazzando qualcun altro, io faccio solo del turismo accelerato per il parco. Oggi la giornata fa fatica a passare, sento la quiete e sento la tempesta, ma non capisco quale delle due mi stia girando attorno; il silenzio assorda, il silenzio è silenzio, i suoni sono nelle orecchie di che li ascolta. Domani è lunedì, ma così non si va avanti, perché le feste sono dietro l’angolo e le luci della città amplificano i sentimenti, le sensazioni; ciò che ti corrode lentamente rischia di lasciare un buco che non si può rimarginare e poi rischi che le cose comincino a passarti attraverso e una mattina ti svegli e ti rendi conto di essere una persona vuota, che ha svuotato la propria vita al posto che riempirla. Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 23:20:00 Commenta:

21/11/2008

NY 2-11-08

La sensazione è che il mondo, in fondo,  potrebbe anche essere così: un luogo in cui le persone si sostengono l'un l'altro senza conoscersi, si apprezzano senza distinzioni di razza e di cultura, si ritrovano a celebrare insieme un momento comune, anche se di comune hanno davvero solo quello. La Maratona Di New York è stata per me, sopra ogni altra cosa, un'esperienza umana incredibile e inaspettata, una sbirciatina ad un mondo perfetto che sonnecchia in una bolla di sapone sospesa tra la terra e il cielo e che pochi istanti dopo quella linea di arrivo è destinato a scomparire. New York è una città dura, così come lo è la sua gente. Girandola, anche solo da turisti, si ha la sensazione che sotto a tutte le sue luci si nasconda una quotidianità da affrontare a muso duro, con lo sguardo fiero e la rabbia negli occhi, con in mente i propri diritti, i propri doveri, i propri spazi, il proprio percorso. Hai la sensazione che pochi si fermerebbero ad aiutarti, se avessi bisogno di qualcosa. Forse nessuno. E poi ti ritrovi con questa stessa gente e con molta altra gente che viene da ogni parte del mondo sul ponte di Verrazzano, alle spalle un cumulo di vecchi vestiti e davanti una strada che sembra infinita, e vedi quegli stessi occhi, gli occhi di New York, che si riempiono di una luce tutta nuova e che si aprono al mondo con la speranza e l'innocenza di un bambino. Staten Island, Brooklin, il Queens, Manhattan, The Bronx, Harlem, Central Park. La Maratona è concepita così, come un viaggio tra i quartieri di NY, tra la gente di NY, dentro l'anima di questa città incredibile che si ferma, per un giorno, a vedere passare questa assurda folla multicolore. Poi, certo, c'è la gara in se'. Ci sono 42 km di sofferenza, speranza, paura, gioia, adrenalina, euforia, incredulità, dolore. Ci sono mesi di preparazione, per tutti, per chi l'ha fatto con la regolarità e la disciplina di un semi-professionista, per chi con l'incoscienza e l'irregolarità di un nuovo arrivato ignaro della grandezza dell'impegno, chi per fare il suo tempo migliore, chi solamente per raggranellare la speranza di poter arrivare fino alla fine. Ma quando ci si ritrova su quel ponte, le cose che contano sono le stesse per tutti, la sensazione è quella di una grande cosa che sta per cominciare, una grande cosa di cui tu hai scelto e avuto la possibilità di fare parte. La mia storia, è quella di una persona che si è innamorata della Maratona qualche anno fa. Non solo di quella di NY, di quello, senza offesa, sono buoni tutti. No, io la Maratona la amo in se stessa, per i suoi 42 km, perché è la gara più lunga, perché è la più affascinante, perché è una cosa che devi conquistare metro per metro, perché se ci provi e basta vince sempre lei, perché è come una donna capricciosa e inafferrabile che decidi di conquistare: devi mandarle fiori, cioccolatini, regali… e poi alla fine non c'è nessuna garanzia, in ogni momento sai che ti potrebbe scaricare, senza una spiegazione, lasciandoti stordito a chiederti che cosa hai fatto di sbagliato. Io ci ho provato, a corteggiarla. Per 3 anni. E sono stata respinta; con gentilezza, se volete, quasi con tenerezza, ma sempre respinta rimane. E così quest'anno, sono andata a NY con pochissime aspettative di performance, consapevole, in modo ormai definitivo, che La Maratona, comunque la si voglia mettere, è al di là della mia vera portata. Posso arrivare in fondo, ok, ma non sono e non sarò mai Una Maratoneta. Nemmeno amatoriale. Non sono, e non sarò mai, Una-Che-Corre. Quello che sono, quello che posso essere, è una che corre. E va bene lo stesso, in fondo, lo so, solo che quando ti ritrovi sulla 1st avenue, verso il 30° km e senti di non poter andare avanti neanche un metro, non decorosamente, non sollevando i talloni da terra, con i gomiti, forse, con i denti, magari, ma non con le gambe, be', quando sei lì un po' ti dispiace, perché se fossi Una Maratoneta, anche piccola, anche amatoriale, arriveresti fino in fondo per davvero, alzeresti le braccia, guarderesti il cronometro e sarebbe perfetto. E invece a me, di alzare le braccia sotto l'arrivo, in due anni di Maratona a NY, non mi è proprio venuto. Per cui ho deciso di smettere di cercare di diventare Una-Che-Corre e di accontentarmi di essere quello che sono, di fare quello che posso fare, con la fatica, le gambe che fanno male e il respiro che manca, dopo 3 km, ok, e allora? Non sono mica Una Maratoneta, non ho problemi di tempo, di cronometro, di ripetute, di pulsazioni, di record, di allenamenti, di lunghi, corti, medi…. Quello che mi rimane…è la parte migliore.

Paolina 

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 18:06:00 Commenta:

20/11/2008

La Domanda Giusta

"A me m'ha sempre colpito sta faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già tutto dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay, allora intesi per il 13 Maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, 'notte. Sette anni dopo, 13 Maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. E' una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio."

 

Da Novecento di “A. Baricco”

 

Forse stiamo sbagliando tutto, da sempre; forse ci hanno sempre ingannato e la domanda che sta alla base di tutte le altre, il quesito che genera tutti gli altri come una sorta di Big Ban enigmistico, non è perché, ma è come. Perché, è solo una perdita di tempo! “Perché il sole sorge e tramonta e le stelle non sono altro che capocchie di spillo nel mantello della notte……” “Non c’è perché!” Buona Settimana e Buona Fortuna.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 14:28:00 Commenta: