26/11/2007

Per chi suona......

E’ quando cominci a desiderare veramente qualcosa che questa inizia a sfuggirti, ad allontanasi, impassibile al richiamo delle tue azioni, insensibile alla forza dei tuoi pensieri. E’ quando ti accorgi che qualcosa è veramente importante, che questa inizia a pesare, a diventare scivolosa come una misteriosa sacca che mai ti eri reso conto avere con te. Quante volte il suono di un telefono interrompe, disturba e si insinua malevolo in una catena di azioni, parole, ragionamenti. Ma poi capita quella in cui lo guardi impaziente, implorando che vibri, che canti, che gridi come un respiro vitale su una fiamma in via d’estinzione. La voce del silenzio allora rimbomba, ti assorda, ti stordisce come un fischio che elude orecchie, timpani, ma ti penetra direttamente nel cervello. E’la lingua della speranza, maledetto dialetto incomprensibile, ricorda il colore del vento, l’odore della paura. Ti parla ma tu non la capisci, senti solo un brivido che ti accarezza la schiena e un sospiro che ti attraversa lo stomaco. Si dice che la pazienza sia la virtù dei forti, ma credo valga solo quando ci sia da aspettare un treno, un appuntamento, un panino, per il resto la pazienza non esiste. Esistono l’indifferenza, se in fondo non te ne frega niente, la semplice curiosità, se sai di cadere comunque in piedi, e la nauseante trepidazione, se comprendi che le felicità non si costruisce in grandi cantieri, ma in piccole botteghe, perché, nonostante ciò che si racconta in giro, Roma fu veramente costruita in un giorno, il resto del tempo l’hanno solo riempita di decorazioni.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 14:08:00 3 Commenti

19/11/2007

Prigioniero del Dilemma

Lunedì mattina, alba rossa, cielo grigio, mano congelata e naso chiuso, benvenuti in inverno. Siamo inchiodati dal “dilemma del prigioniero” vissuto in chiave esistenzialista, non ci fidiamo a confessare ciò che sentiamo, sperando lo faccia qualcun altro, così i ponti traballano, arrugginiscono, trasformandoci in isole che si guardano silenziose da lontano. Colpa dei principi fisici che regolano l’universo, primo tra tutti quello che trasforma la speranza, portata al di sotto di una certa temperatura, in pigrizia. Così aspettiamo di smettere di aspettare e nel momenti più bui chiudiamo gli occhi illudendoci di ritrovare la luce. Giochiamo a fare le montagne, quando dovremmo essere fiumi, ci trastulliamo a stare immobili, saldi, inalterati, quando dovremmo scorre, mutare, allagare tutto e poi ritirarci lentamente, sicuri di avere sempre un letto a cu fare ritorno. Fa così tanta paura restare congelati? Basterebbe un po’ di sale per evitarlo, ma ci sembra una frode, quando mai la fisica è stata dalla nostra parte!? Gravità, magnetismo, calore, quando mai ci hanno considerato, se non per farci cadere, per respingerci, scottarci. Così ripieghiamo sullo zucchero che fa male ai denti (chi se ne frega!!!), che ingrassa (chi se ne strafrega!!!) e che combatte la depressione (ma quando mai?); però non riscalda e non contrasta il ghiaccio, anzi quando finisce è ancora peggio, si sente ancora più freddo. Sembra un vicolo senza uscita, si accettano proposte, lamentele, confessioni.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 12:22:00 3 Commenti

18/11/2007

Io la via d'uscita nn la vedo,voi?

Il calcio onestamente mi letteralmente rotto.Nn ke io smetta di tifare MILAN, ma questo clima che si è creato attorno a questo sport è deleterio x tutti.Il bello del calcio è esultare quando si segna e piangere quando si perde,nn aspettare i tifosi avversari x menarli.Il gusto è lo sfottò,niente di +.La violenza è segno di inciviltà.
Chiusa la parentesi sul calcio mi butto su altro,su tutti i bidoni ricevuti questo week-end,passato in sordina nei meandri della city,alla ricerca di nuove esperienze,che anche x questa volta hanno latitato.La storia è sempre la stessa,nutile toccare il solito tasto,la situazione è chiara a tutti ed eventuali parole sarebbero semplicemente sprecate.Come cercare di remare contro corrente,fatica inutile.Tutto è passato,domani è lunedì si ricomincia con il lavoro e palestra...ma se Qualcuno lassù ogni tanto desse un'occhiata pure al sottoscritto,magari qualcosa girerebbe diversamente.Nn si può avere tutto dalla vita,giustamente.Però cercare d'ottenere qualcosa in + nn fa mai male.E così,nel cazzeggio totale,totale scopro d'avere 122 numeri di persone salvate nel cellulare,d'avere un conto in banca ke piange,d'essere perennemente senza fidanzata,di esser per molti un prete che ascolta i loro problemi,ma chi ascolta i miei????
Questa analisi molto breve mi butta nello sconforto assoluto...mi sento come  l'inter dei tempi migliori..quando comprava 2000 giocatori e poi si rendeva conto che eran stati 2mila acquisti inutili..
Per questa sera ho concluso,nulla d'aggiungere se nn buona settimana lavorativa a tutti,belli e brutti( thx Weah ! ) .
Notte

  Pollo

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 23:20:00 3 Commenti

12/11/2007

Batti Il Cuore

Oggi abbiamo un ospite speciale, ecco la sua storia:

New York, Central Park, Manhattan. Il famoso Campionato del Mondo di Batticuori Sportivi, che, come tutti sanno, si tiene quando un nuovo aspirante Rompicuore lancia la sue sfida ai 3 del Podio. Tanti atleti di tutto il mondo, lo Speaker le presenta ai 3 milioni di non paganti: "Sul gradino più basso del Podio, basket distillato, il giocatore bianco più forte di sempre: 6 piedi e 9, da West Baden Springs, Larry Joeee Biiiiird!". Applausi scrocianti di 40 mila del Massachusset e dell'Indiana e dei 4 mila Irlandesi. "And now... Dal Westfalen Stadion di Dortmund, con la loro tradizionale casacca azzurra, gli uomini degli ultimi 2 minuti di una splendida, splendida semifinale: Fabiooo Grossso e Aleeeex Deeeel Pierooooo!". E impazzisce tutta Little Italy, si approfitta anche per vendere pizze e gadget. "And now... the undisputed World Champions, a cavallo del loro Galletto, illuminato dalla gloriosa Stella, 10 meravigliosi, stellari giocatori: Nineteennitynine Vareseeee Roooooooosters!". Il cielo sembra crollare per un momento, piovono stelle di cartone. "And now, please stand up and cheer for the newcoming Rompicuore: 4 Sign-ore, accompagnati da 50 minuti al seguito... The ING New York City Marathon Two Thousand and Seven!!!!!!". 2 milioni di applausi, cartelli, urla, wow-wow-wow!..John Lennon tradisce Liverpool, si affaccia dalla sua dimora e intona il National Hymn, senza accompagnamento come da tradizione; mani sul cuore, lacrime, gli americani cantano in coro tipo alpini. Ve piacerebbe.

Le squadre si schierano, le 4 Signore con i loro 50 Minuti scendono in campo e si preparano ad affrontare la Point Forward di French Lick. Bird subito all'attacco, con un paio di bombe sulla sirena, ma le 4 e 50 giocano la sensazione di miracolo di fine gara e pareggiano il conto. Bird non molla e regala alla folla impazzita un touch pass a Kevin McHale, che mostra due piedi perni e schiaccia. 2-1 Bird. Le 4 e 50 fanno un fischio: tutta la New York del Day After si unisce intorno a loro e si congratula per le medaglie e le chiama eroine, portando il risultato sul 2-2. Bird tira fuori dai calzoncini un paio di baffi, lancia un pallone di pelle in alto, che in aria forma un trifoglio e dopo essere esploso tipo fuochi artificiali compone una scritta verde: Celtics Pride, per il 3-2. La Maratona fa la faccia brutta e si gioca in sequenza il tappeto umano saltellante del ponte di Verrazzano e New York New York allo sparo di partenza: doppietta, 4-2, il Batticuorometro vola fino a 80, Brooklyn, Harlem, Bronx e Manatthan con il loro 50 piccoli battono l'orgoglio di Larry Legend! Clamoroso! L'america è felice ma combattuta tra i due Batticuori potenti! Ma non c'è tempo per festeggiare, perchè Grosso e Ale arrivano di gran carriera per difendere il loro secondo posto. Ale tira fuori dalla maglietta un tappeto di erba sintetica di 110 metri e la stende al davanti a sè,  Grosso estrae dalla tasca un gommone spiegazzato e incomincia a gonfiarlo fino a che non si compone uno stadio giallo a grandezza naturale: è il Westfalen Staion di Dortmund! La gente in delirio prende posto, incomincia un ritornello: po-po-po-po-po-po-poooooooo. Batticuoromentro alle stelle: 2-0 Italia. Le quattro sorelle non si perdono d'animo e ribattono con la discesa a Brooklyn dal ponte di Verrazzano, dove la strada è assaltata dai NYesi di tutte le nazionalità festanti che incitano. Ti interrompo da Manhattan, la Maratona ha accorciato le distanze: 2-1. L'Italia vuole chiudere la partita e chiama Capitan Cannavaro che entra in campo di corsa con una borsa dallo strano contenuto. Si fa gioco di squadra perché Ale e Fabio gonfiano un podio improvvisato. Cannavaro rapidamente, salta sul podio apre la borsa, ne esce una coppa dorata: è la Coppa del Mondo, la alza al cielo, i petardi a Batticuore di Napoli si sentono anche a NY! Mentre sale i Batticuorometro e tutti si attendono una risposta della Marathon, Del Piero estrae una videocassetta vecchia di 2 anni e la fa partire... Partono le immagini dei due gol di Grosso e Del Piero in Italia Germania. Il commento è impressionante, è quello di Fabio Caressa: "palla tagliata, messa fuori, c'è Pirlo, Pirlo, ancora di tacco, tiro, GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL! GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL!  Gol di Grosso, incredibile, manca un minuto, siamo sopra e manca un minuto!". E in rapida sequenza "insiste Podolsky, la mette fuori Cannnnnavaro, ancora Podolsky, Cannnnavaro!" Via in contropiede con Totti, dentro il pallone per Gilardino, Gilardino può tenerla vicino alla bandierina, gioca l'uno contro uno, dentro a Del Piero, Del  Piero... GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL!GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL!GOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLL! ALEEEX DEEEEL PIERO, ANDIAMO A VINCERE, ANDIAMO A BERLINO, ANDIAMO A PRENDERCI LA COPPA, ANDIAMO A BERLINO BEPPE!". Il pubblico esplode, si vedono anche tante lacrime, il Batticuorometro impazzisce e arriva a 90. 4-1 Italia. A questo punto la Maratona, ha una reazione di orgoglio le 4 Sign-ore fanno quadrato con i loro 50 Minuti e chiamano in causa il Queensboro Bridge, dove la gente incomincia ad essere stanca e Suppppperrrmerioooou incomincia a superare tante persone: 4-2. Si unisce in rapida sequenza all'emozione tutta Brooklyn con le mille razze che ti incitano e ti chiamano per nome e ti fanno arrivare al kilometro 15 senza che tu te ne accorga. Poi la First Avenue, con le sue 3 miglia infinite, le sue salite e discese, le 5 banane e le 3 arance che ho mangiato, poi The Bronx con la sua accoglienza trionfale che solo il cuore infinito della Strada ti può dare. Quaterna della NYC Marathon, 5-4, tutti in piedi, l'Italia è battuta. Proteste e accuse di sudditanza psicologica verso l'arbitro da parte degli Italiani. La scalata della Maratona sembra non volersi fermare e sarà solo la Finale del Campionato del Mondo di Batticuori sportivi a dire se potranno essere i primi. I Roosters 99 li aspettano. Pozzecco fa lo scemo con Meneghin, arriva De Pol: "non fate i coglioni, questa è roba seria". Niente da fare quelli ridono il doppio. Allora le 4 e 50 partono all'attacco e la finalissima prende forma con i Barbalberi di Central Park che si muovono e si dirigono minacciosi verso quei maleducati dei Roosters per suonargliele di santa ragione. è quasi rissa, quando Jack Galanda mette una fila di 4 bombe tra i Roosters e i Barbalberi, solcando una buca che non permette alle piante di passare. Ancora 0-0 ma rissa sventata. Pozzecco gioca un pick-n-roll con Santiago che si accorge di essere in finale solo quando gli arriva la palla in mano a 7 cm dal canestro. non può esimersi dallo schiacciare. Tira giù il canestro che la celere organizzazione ripara in men che non si dica: 1-0. La Maratona non sembra riuscire a reagire e allora Mrsic sente l'odore del sangue, fa 3 passi dietro la linea dei 3 punti, riceve un pallone che trasforma in oro zecchino e scaglia. NOTHING BUT NET. 2-0 Varese. La Maratona sente di dovere reagire spara i suoi colpi migliori: con la bacchetta magica di Harlem si materiallizza un 42km in scala 1:1000. I 42Km stanno ora in 42 metri. la bacchetta s'illumina e crea dal nulla 2 milioni e 39 mila puffi: 2 milioni si schierano ai lati del percorso  e i 39 mila al centro, dopodiché incominciano a correre formando un tappeto enorme di 42 metri! La magia illumina gli spettatori che esplodono in un fragoroso applauso, per il 2-1. La Mamma di tutte le Corse va per il pareggio, con il pubblico puffo della mini Central Park che incita per nome la star della competizione podistica: "go supppemeriooou, go! you are almost there, don't give up, you are looking good, come on, come on!". Suppemeriooou accelera nelle ultime 5 miglia. I cuori pompano batticuori infernali, non fosse altro per la fatica: 2-2. Ma le 4 e 50 non si accontentano e a questo punto vogliono vincere, chiamano in causa anche gli alleati: Sandra e Raimondo escono dalla folla festante e incominciano una piece di teatro. Lui vestito di arancione con calzoncini azzurri e senza cronometro. Lei tutta vestita di nero, con il fisico visibilmente asciugato dagli allenamenti e dalla fatica. Non sono insieme. Lui corricchia come può. Lei cammina perché l'asma non le ha lasciato godere la Maratona più bella del Mondo. Non si sono ancora visti. Ad un certo punto lui alza gli occhi e la vede. E’ contento che lei non sia già al traguardo, ma sia ancora con lui. lei ha la faccia seria, segnata dalla sofferenza, ma s'illumina: "certo che è clamoroso trovarsi tra 40 mila persone. Lui: "è più clamoroso trovarsi tra 6 miliardi". Gli amanti delle telenovelas piangono a dirotto specie quando i coniugi Vianello decidono di provare ad arrivare insieme. "Questa è una doppietta, dice l'arbitro!". 4-2! Ma improvvisamente la finalissima sembra girare, quando Raimondo decide di non aspettare la sua Sandra che davvero non riesce più a procedere e la lascia sul posto terminando la Maratona da solo. "BUUUUUUUUUU! Puttano, merdo, schifo!" urla il pubblico e il Batticuorometro crolla sotto zero per un autogol dei più clamorosi della storia del torneo. 4-3. Poz e compagnia, che quando si tratta di emozioni forti non ti lasciano mai con il culo per terra, prendono coraggio da questo episodio. Menego tocca la palla a Henry Williams, Williams sta per perderla ma la recupera, attacca Andrea, gli va via, arriva Sandrino il Difensore dei Deboli in aiuto, strappa la palla dalle mani di Hi Fly e apre per il contropiede del Poz. Il Poz la fa viaggiare per il Figlio di Dio che gliela restituisci all'altezza della linea dei 3 punti. Poz finta in tiro, palleggia tra i piedi e lancia un alley oop a Meneghin, per una schiacciata da infarto. Pari: 4-4. E proprio quando la Maratona sembra reagire con la sensazioni di pienezza del taglio del traguardo, le lacrime e il gelo che segue, Poz decide che vince. Si inginocchia, nasconde la testa sotto la maglietta. c'è una grande esplosione. "Ohhhhhh" fa il pubblico! Dalla maglietta spunta improvvisamente una cresta rossa che sono i suoi capelli, De Pol gli passa una cosa che nessuno capisce cosa sia: Gianmarco volta le spalle al pubblico e poi si gira d'improvviso e mostra al pubblico una specie di naso al posto del suo, che ha tutta l'aria di essere un naso rotto, il suo del 5 maggio 1999, dal quale esce un sugo di pomodoro scadente di Terramare che forma una scritta enorme: "You don't play with the nose, but with your heart. Nobody can defense on me!". Il pubblico americano prima non capisce, ma poi esplode in visibilio, il Batticuorometro arriva a 99 perché 100 sarà domani e il pandemonio che si scatena è totale per i Rooster, che con l'ultimo punto si portano sul 5-4. Sandra e Raimondo si commuovono e si abbracciano forte, formando la Stella di tutte le Stelle. Il Campionato del Mondo di Batticuori Sportivi è finito. Lo vince la squadra che saprebbe cucire ovunque un pallone da basket anche con un paio di forbici, la squadra che ci ha regalato il Batticuore Sportivo più grande di sempre: i Roosters 1998-99.

Super Mario

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 18:24:00 4 Commenti

09/11/2007

42 km……

E 195 metri, e io vi giuro che, se anche li riempissi di parole, cesellate piccole piccole su ogni centimetro d’asfalto, su ogni lembo di terra, non sarebbero sufficienti a raccontare ciò che accade tra le note con cui The Voice risveglia Staten Island e il sordo tripudio che incanta l’East Side di Cental Park. Non so da dove cominciare, così inizierò dalla mattina, destata dal suo giaciglio ben prima che il sole tornasse dal consueto pellegrinaggio ai territori orientali. Mattina fredda, che improvvisamente si profuma di marmellata e frutta secca. Mattina tersa, che dolcemente arrossisce ai primi sinceri e felici complimenti di uomini poco vestiti. La navetta che scivola tra le avenues trova strade assopite ma non addormentate e quando riemerge dalla sponda opposta del Hudson, ormai un orbo sguardo rosso incendia lo skyline di riflessi dorati. Il tempo vola, ma con la calma di una mongolfiera, e permette di respirare l’aria carica d’atmosfera, di controllare che il cuore batta e le gambe siano là dove le avevamo lasciate. Un intenso acuto intona l’inno nazionale, tremano le ginocchia, poi il cannone e “if you can make it there, you can make it everywhere…….Verrazzano Bridge è nostro. Non ti accorgi neanche della pendenza, sei sospeso sul mondo, come potrebbero esserci salite e discese? Solo cielo e terra, acqua e…..Brooklyn, che spunta dietro a una curva col sorriso accogliente di un colored intento a sbraitare in allegria. Inizia New York, inizia la folla, la gente e il suo affetto che come la fatica ti accompagnerà fino alla linea d’arrivo. Sul marciapiede uomini e donne di tutte le età tifano, incitano e offrono ogni cosa pensano possa essere utile ad atleti quasi famosi, ad amici, famigliari e perfetti sconosciuti. I bambini tendono il braccio per un cinque o un saluto e se hai un nome disegnato sulla maglia, non importa chi tu sia e quale sia il tuo distacco, puoi star certo che quel nome risuonerà ad ogni metro, gridato o sussurrato, come un vento che ti spinge, fino a quando avrai abbastanza orgoglio e fortuna per andare avanti. Un manifesto dice: Love is Beautiful! Già l’amore è meraviglioso, dovunque esso sia! Dopo i primi dieci km il Queens lentamente ti avvolge e non capisci se sono le strade che si stringono o i primi sintomi della fatica che si desta. Il segnale di metà percorso è una boccata d’ossigeno, presto soffocata dal ponte Queensboro, tre km di tetro asfalto silenzioso dove per la prima volta si fa largo la disperazione e la paura di non farcela. Qui le prime consistenti presenze deambulati, e un cartello in perfetto anglo umorismo che recita circa: “Benvenuti a Manhattan, le ultime 10 miglia, la parte più facile……se dieci miglia sono la parte facile. Benvenuti nella parte più facile.” L’anello di folla che ti getta sulla First però spazza via ogni dubbio, ogni malsana idea. La Prima Strada è una serpente di gente che si arrampica sgargiante diritto verso nord. Il frastuono della folla leviga a stento le schegge di vetro che ti si conficcano nelle gambe, cacci indietro le lacrime, poi l’orchestra, Philadelphia, l’immagina di una scalinata e un uomo che ci sale di corsa, non si può mollare, non ora, nel Bronx c’è gente dura, non sarai mai come loro, ma mai inizia domani, oggi hai una possibilità. Ad Harlem una bambina mi da una banana, le avrei dato un regno, se ne avessi avuto uno, non è più una questione di km, sai che è una questione di passi, sai che ne hai un certo numero ancora da spendere, stimi quanti ne possono mancare, cerchi di fare la differenza, ma sei troppo stanco e non ci riesci……forse è meglio. L’Upper East Side è stracolmo di gente che ormai non ti spinge più, ma ti trascina letteralmente in avanti. Sulla destra il parco appare come una foresta millenaria, sembra non finire mai, sembra avere occhi per vedere e orecchie per sentire. Quando ti insinui al suo interno la strada spiove in avanti, e in qualsiasi altro momento della tua vita, quella sarebbe una buona notizia, ma non in quello, lì le tue gambe guerreggiano contro il cambio di ritmo, e il tuo cuore media con difficoltà. L’ultimo miglio è un coro stonato di dolore e fatica, diretto dall’orgoglio; davanti a me c’è un uomo che barcolla, sembra abbia un lenzuolo bianco sul volto e con gli occhi cerca una fine che non arriva. Giunge invece una signora da dietro, una di quelle a cui, con eccesso di zelo, lasceresti il posto a sedere su un mezzo pubblico; non si sono mai visti prima, ma lo acchiappa per un braccio, lo trascina e lo costringe a correre. Non so chi dei due rischi di più la pelle: lui perché gli viene un accidente, o lei perché lui finisce per strozzarla. Poi una visione: un arco, il cronometro con le quattro ore appena scoccate, il traguardo. Il sudore si bagna di sale, le urla si ovattano di sospiri, un passo, l’ultimo e sei dall’altra parte. E qui succede una cosa strana, imprevista, perché mi sarei aspettato di oltrepassare un confine, una frontiera invisibile che distingue l’inferno dal paradiso, la sofferenza dalla gloria; invece la fatica mi invade come un fiume in piena, le mie gambe bruciano e il resto del corpo invece congela, liberando brividi di ghiaccio che nessuna tormenta, nessuna paura, nessuna donna sarebbe mai in grado di provocare. Ci vuole un altro abbondante migliaio di metri di trascinamento, una mezz’ora di pullman rannicchiato tra i sedili e una doccia fondente prima di capire, prima di comprendere cosa è veramente il traguardo di una maratona: è una porta! Una soglia per entrare e guardare dentro di se. Per questo si sente così freddo, per questo si prova tanto dolore. Non c’è altro da dire, bisogna provarlo, per crederci. New York è ormai lontana, la sua gentile altezzosità è ormai solo un bel ricordo. Anche le emozioni e le sensazioni provate, sono certo, lentamente sbiadiranno, ma c’è una cosa che porterò sempre con me: la grandezza. E’ un oggetto misterioso che tutti inseguiamo in giro per il mondo, in lavori più importanti, in proprietà più prestigiose, in donne più affascinanti e così ci dimentichiamo di cercare nel posto più semplice, più vicino, più ovvio: dentro di noi. Per quel breve istante in cui la mia porta è rimasto spalancata, ho potuto vederla, toccarla e anche se non ho staccato solo una minuscola foglia, ora so dove andare a cercare il resto dell’arbusto. Buon Weekend a Buona Fortuna.

 

Viga

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 14:21:00 3 Commenti

04/11/2007

Halloween 2007

Ne è passato di tempo da quando ho scritto nel blog!!Tante cose son successe,alcune trascurabili altre degne d'esser ricordate nel tempo!!!La donna non l'ho trovata,state tranqui, o almeno nn l'ho manco cercata.Incredibile come siano passati velocissimente questi 4 gg...sembrava ieri che ero lì ad aspettare il ponte ed eccoci qui ad aspettare il lunedì.
Mercoledì sera c'è stato Halloween,festa americana,furbamente importata dai nostri gestori di locali notturni,giusto per arrotondare i loro incassi.Non sono troppo per i travestimenti in maschera,anzi nn lo sono proprio,ma d'altronde se insistono mi sacrifico giusto per nn fare l'asociale.Inizialmente si doveva andare al Lotus,locale nuovo appena aperto in zona cso como a Milano,poi martedì sera un sms ha cambiato all'istante il programma prefissato. "Festa a casa Iome.." insomma ho subito associato l'idea festa in casa a risparmio assicurato rispetto al locale dove sarebbero partiti tranquillamente 30 euri (se nn di +) e casa iome a MIXAGGIO garantito al 100%!!! Nn ho esitato un istante ad accettare l'idea e subito mi son fatto promotore dell'evento. Mercoledì sera è andato via velocemente,+ ke altro 2 ore a montare l'impianto audio,poi il resto del tempo è trascorso via supervelocemnte..anche il gioco delle carte, è volato via in un sorso!!!!Giove mi son ripreso dalle 5 del mattino fatte il giorno precedente e successivamente siamo ritornati a Milano a recuperare le energie.Venerdì mi son passato il pomeriggio in palestra...orario strano dalle 16 alle 19,non conoscevo nessuno,così mi son potuto allenare senza troppe distrazioni. Venerdì sera The beach club invernale,ma non mi ha esaltato troppo questa sera,forse perchè ci son già stato troppe volte o forse ero mentalmente già alla giornata di sabato.Sveglia alle 8,30,partenza alle ore 9...destinazione lago.Giornata calda,temperatura raggiunta 23 gradi,'na goduria....ora scappo è tardissimo,continuo domani!!

Ola

Pollo

pensato e scritto da Viga & Pollo alle ore 23:21:00 2 Commenti