29/05/2007
Fragile Polemica
E’ bello aprire la pagina del proprio blog e vedere gli avversari che festeggiano! Sarebbe un po’ come aprire la porta della propria stanza e vedere altri due che fanno sesso…….mi sovviene qualche ricordo a riguardo e forse, in fondo in fondo, Maldini che alza la coppa non è poi così male. Dopo un lunedì acciugato tra due sorrisi e bagnato da troppe ricerche forsennate del pelo dell’uovo, su una gallina, con qualcuno che sopra di me si chiede chi sia nato prima dei due, oggi ho voglia di fare un po’ di pura e liberatoria polemica. Primo, me la prendo con il governo, che ormai polverizza metà del mio stipendio nel tragitto tra l’ufficio personale a la mia scrivania…..che poi io riesco pure a sopravvivere, ma mi chiedo come riesce a fare lo stesso il mio magazziniere con moglie, due figli e un mutuo vitalizio da liquidare. Lo stato non è altro che un pigro dipendente, inefficiente e strapagato, dipendesse da me l’avrei già licenziato! Secondo, me la prendo con il lavoro che ti trasforma, ti plasma, offrendoti solo promemoria e mai ricordi, così il tempo scappa via e tu non te ne rendi conto. Terzo, me la prendo con il clima, che non capisco, come le donne, l’arte moderna e le equazioni differenziali; ti chiedo solo di sussurrarmi ad un orecchio, quando decidi di mettere in pista un’altra stagione e non quando hai solo una cotta passeggera. Ultimo, me la prendo con le carpe, che non si mangiano le zanzare, tradendo il detto sopra la carpa la zanza campa, sotto carpa la zanza crepa. Se costruite un castello, fatelo di carta, se edificate un muro, fatelo di vetro, se coltivate un campo, seminate rose, la vostra vita così, vi sembrerà mano fragile. Buona Giornata e Buona Fortuna.
Viga
25/05/2007
22/05/2007
Dalla lettera di San Paolo Apostolo ai dentisti: "Carissimi".
Sono in un periodo di carestia creativa, forse sarà il caldo anticipato, forse sarà perché adopero sempre più i numeri delle parole, o magari sarà che ho soffocato alcuni sentimenti col morbido cuscino della monotonia. Cerco di mettere insieme due settimane di vacanza, ma alle domande chi, come e quando, solo la terza prende ormai una forma distinguibile. Però che brama di viaggiare, anche solo “per la stessa ragione del viaggio”, portando con me “quella voglia di non tornare più” che rende ogni km un nuovo arcobaleno. Il tempo non fugge, ne mi incalza, cammina semplicemente al mio fianco, ricordandomi che comunque adesso non è prima e presto sarà dopo…..poi vedi te. E mi ritrovo nella solita situazione, quella di essere armatore e non comandante……della mia barca, della mia vita, è lo stesso, noi facciamo quello che siamo, soprattutto fino a quando quello che siamo non lo abbiamo ancora bene afferrato e di conseguenza anche quello che vorremmo fare. Mi attorciglio sui miei pensieri, litigo con i ricordi ed intanto assito a quella singolare escursione chiamata matrimonio, un avventura fatta di qualche grande certezza e tanti, forse troppi, piccoli dubbi. Io sono fermo ancora alla prima riga: "Trova la persona giusta"......anche se ho qualche volta sfiorato la seconda: Tienitela stretta......per il resto gli latri 98 punti non li ho neanche letti, solo sembrano sussurarmi “All you need is love”! Ma è una domanda o un’affermazione??
Viga
21/05/2007
Time is gone!!!
Non ricordo esattamente l'ultima volta in cui ho scritto :-D . Ammetto le mie colpe,ma purtroppo non tempo.Solo avvenimenti particolari ti fanno pensare che il tempo passa per tutti,inesorabilmente e mi accorgo che non si può tornare indietro. Riguardare il proprio passato lo si può fare,sicuramente non servirà a cambiare il presente o il futuro,ma aiuta a capire.Certe scelte,certe situazioni,certi attimi,si possono cogliere o non cogliere,sta semplicemente alla nostra mente decidere cosa va salvato e cosa va cancellato.
Questa è la conclusione a cui sono giunto in questo intenso week-end di devasto.
Adesso guardo al futuro ,al compleanno che si avvicina,a qualcosa d'organizzare,poichè quando arriva il quarto di secolo è meglio organizzare una festa in qualche locale,berci su e convincersi che 25 è meglio di 30!ma anche meglio di 20 :-P (forse).sarà motivo di sbattimento per il prossimo mese!Ce la farò!
Ma intanto la tensione sale.....tra 48 ci sarà il trionfatore della champion 2007! e porca vacca + ci penso e + mi agito!!!!! Per di + mercoledì mi tocca andare da quell'infame del dentista.... no comment.Scappo che devo inviare una mail,la prima di una lunga serie.....
Ola
Pollo
18/05/2007
Scribo, ergo Sum

Oggi non riesco a tenere gli occhi aperti, forse perché mi alzo troppo presto, forse perché vado a letto troppo tardi, forse perché semplicemente vorrei immaginare di essere da un’altra parte, in un altro tempo, con altre persone. Non costa niente immaginare, costa tentare di fare l’opposto, anche se non esiste una parola sola per descrivere l’azione, perché l’immaginazione si muove in un solo senso, come i fiumi, le foglie, lo sguardo. Si dice che la calligrafia di una persona racchiuda i tratti del suo carattere e che osservandola riesca a raccontarci tanto di chi la traccia, perché le parole possono fuorviare, le lettere invece no. Qualche stolto si illude che una tastiera renda meno esplicita questa confessione, che sia l’ennesima maschera da portare, per evitare di scoprirsi, di spogliarsi ed abbassare le difese. Eppure la “fonte” è comunque scomodo testimone dei tuoi pensieri; al di la di ciò che le tue mani si adoperano a comporre, le tue sensazioni tracimano, schizzando rabbia, solitudine, felicità o tristezza. Il resto è l’indolenza dell’Arial o la pigrizia del Times New Roman, che come potete vedere anche questa mattina regna quasi sovrano. Insomma, nonostante quel che si possa pensare, forse c’è più sincerità in una cosa scritta che in una cosa detta, forse la distanza che separa le pupille dalle labbra è più grande di quella che divide gli occhi dalle mani. Buon weekend.
Viga
14/05/2007
Dopo La Tempesta

Settimana dura quella passata, settimana di incornate e mal di testa, settimana di sconfitte, quella sul campo, che mette fine ai piccoli sogni di promozione, e quella nello spirito che segna un'altra tacca sulla pietra degli obbiettivi falliti. Chi è più saggio di me ha già provato a confortarmi al riguardo, ma una medicina, per quanto possa rivelarsi efficace ed esserti data da mani amiche, resta cosa amara da mandar giù; così il venerdì sera lo abbiamo impacchettato e trascinato lungo una strada buia, che parte veloce e morbida per arrivare tortuosa e salata. In sottofondo solo la notte e le note di canzoni passate, cucite in un cd senza padre ne etichetta, di quelli che compaiono nella portiera della macchina, probabilmente germogliati spontaneamente lì, grazie a qualche sogno o ricordo seminato in giro. Così qualche cosa la sussurri, quasi a raccontartela dentro di te, qualche altra la gridi, al mare, alla luna, alla primavera…….se non l’avete mai maledetta siete fango che non ha ancora preso vita. Quando si è a terra poi, si sa, ci sono solo tre cose in grado di risollevarti subito il morale: il cioccolato, le margherite e comprare una roba tanto bella quanto inutile, tipo……….un peschereccio, travestito clamorosamente da Gozzo, ma con movenze e spirito di chi il mare lo affronta per stendere lenze al posto che asciugamani.
Sabato sera cena sul porto e poi festa vippettara nella splendida cornice di Villa Durazzo ad ammirare con un po’ di tristezza i vialetti, dove si passeggiava con i nonni e dove era vietato perfino infastidire la ghiaia, ora trasformati in improvvisate piste da ballo. Tanta gente, qualche amico, parecchie mignotte, insomma la solita tratta Milano Santa, con fermate Genova, Torino e Bologna. A seguire domenica bollente, con sole pittore sullo sfondo di un cielo incontaminato. Giornata lenta, giornata breve in cui le ore di libertà sono molto meno dei km ancora da percorrere per far ritorno alla city, city che ti saluta con un +28 e un cielo non altrettanto onesto. Stamattina si riparte, perché alla fine le partenze non finiscono mai. E per cominciare, una canzone, di quelle che riportano indietro agli anni delle interrogazioni e dei compiti in classe, quando ci si lamentava del presente e non del futuro. Il titolo e il contenuto si incastonano perfettamente quest’oggi. Se non la conoscete, rimediate!
Tu cosa ne sai
Del vento caldo che vorrei
Delle mie nuvole bianche e nere
Del mio gabbiano e le sue scogliere
E cosa ne sai
Dei cieli azzurri che non hai
Di quando io mi ritrovo sola
Un mare immenso e laggiù una vela
Prova a dire no
Buttando all'aria quel che ho
Gli schiaffi presi e poi ridati
Bicchieri frantumanti
E giuro di non farlo più
Che non esisti solo tu
Ma dopo la tempesta è quiete
Di te ho di nuovo sete
Tu cuore non hai
Perché mi spezzi quando vuoi
Se vedo i segni sulla tua pelle
Delle avventure con altre donne
Cerco un'altra via
Magari un po' di compagnia
Un uomo in mezzo a tanta gente
Che mi liberi la mente
E giuro di non farlo più
Che non esisti solo tu
Ma dopo aspetto che ritorni
Contando tutti i giorni
Tu cuore non hai
Perché mi spezzi quando vuoi
Non ho più forza ormai
Ti aspetto da una vita
Ti aspetto qui lo sai
In questa casa
Tu cuore non hai
Perché mi spezzi quando vuoi
E casco dentro a un altro imbroglio
Perché nel corpo sei tu che voglio
Prova a dire no
Buttando all'aria quel che ho
Gli schiaffi presi e poi ridati
Bicchieri frantumanti
E giuro di non farlo più
Che non esisti solo tu
Ma dopo la tempesta è quiete
Di te ho di nuovo sete
Cerco un'altra via
Magari un po' di compagnia
Un uomo in mezzo a tanta gente
Che mi liberi la mente
E giuro di non farlo più
Che non esisti solo tu
Ma dopo aspetto che ritorni
Contando tutti i giorni
Tu cuore non hai
Tu cuore non hai
Tu cuore non hai
E aspetto che ritorni
Contando tutti i giorni
Tu cuore non hai
Tu cuore non hai
Tu cuore non hai
E aspetto che ritorni
Contando tutti i giorni
Viga
10/05/2007
EveryDay On Ice

Scivolo! Scivolo giù dal letto la mattina, chiedendomi dove è sparita tutto un tratto l’inebriante notte; malefica fanciulla, non cambierai mai, rendi le ore così piccole! Scivolo! Scivolo in ufficio su un ruvido tappeto d’asfalto, destando solo un polso senza disturbare il resto. Scivolo! Scivolo nella sedia sommerso da numeri che, sui miei occhi, pesano più che sul mio futuro. Scivolo! Scivolo addosso alle persone, a volte sfiorandole, a volte sbattendoci contro, pronto a cedere sull’esenziale ma a combattere per i dettagli. Scivolo! Scivolo con una chiglia ondeggiante attraverso il cielo crepuscolare che si trucca nel naviglio. Scivolo! Scivolo dietro ad una palla a buccia d’arancia su pavimenti troppo sfuggenti per offrire resistenza a scarpe invecchiate giovani. Scivolo! Scivolo attraverso il tempo, fuori da un inverno che non lascia i miei incubi, verso un estate che non riempie ancora i miei sogni. Scivolo! Scivolo sulla tastiera, tra lettere testarde e tasti inesplorati, per far si che tra i caratteri trovi rifugio anche il mio. Scivolo, ma vorrei che questo mondo fosse un po’ meno scivoloso.
Viga
