28/02/2007
pochi!
Volevo scrivere un pezzo! Oggi son felice!Strano..ho un dito ke appena lo sfioro salto in aria dal dolore e un ginocchio ke scricchiola come il piede del Viga!!!! Stase ho ripreso gli allenamenti dopo lo stop forzato di troppi giorni...e devo dire ke il fisico ha retto bene,soprattutto mi son stupito del fatto che la palestra si stia riempiendo di nuovo(credono ke 3 mesi di allenamento servan a qualcosa? poveri illusi... )...dopo un periodo di poche iscrizioni stase ho notato una marea di gente che compilava il modulo! Tanto per l'ora in cui vado io ,mi tange poco poichè in quell'orario siam sempre pochi! Pochi come quelli che credono che il governo Prodi completi il suo programma dei 12 punti,pochi come quelli che credono che basti paracularsi 4 famiglie x poter pensare di fare quel cazzo ke hanno voglia,pochi come i 100 euri proposti,pochi....Felice ecco.E adesso ho avuto un'altra bella news!MItica serata! Notte
Ola
Pollo
28/02/2007
Looking Forward
Due giorni che dormo pochissimo, come quell’asino che aveva avuto la brillante idea di andare a caccia con un leone. Due giorni che mi soffio il naso, come quel coniglio che aveva scoperto una tresca tra la sua avvenente moglie e un produttore cinematografico. A volte deve essere dura nascere coniglio. Il lavoro è ormai ridotto a un massacrante intervallo della commedia che metto in scena ogni giorno, ambientata in un castello solitario, con protagonista me, qualche amico distratto e il mio piede sinistro, che non dipinge, non scrive, ma si limita a scricchiolare dolorante, come le assi di un pavimento eccessivamente maltrattato da passi irriguardosi; intanto la borsa crolla, la primavera avanza e mia sorella non sa decidere con quale abito si sposerà. “Una volta deciso il marito”, le ho detto io, “il resto è tutto in discesa”. Così tra un milione di preparativi, settembre non sembra poi così lontano, e ancora più vicino è agosto e quei succulenti giorni di vacanza che in questo istante mi appaiono distanti, almeno come il l’idea stessa di matrimonio. E’ già tempo di progetti, che si sovrappongono, litigano e si punzecchiano come bambini costretti in uno spazio troppo piccolo. Sogni e possibilità si sfiorano, Scozia, Canada, Africa, ma c’è anche una barca incosciente che accarezza un mare lunatico con il ritmo lento e folgorante che solo una notte di sesso è capace di tenere. Non so decidermi, invidio il Pollo che certamente prenderebbe un cono al gusto di cocco, io sono molto meno sicuro. A volte il mondo mi sembra troppo grande e trovo impossibile “scegliere una strada, una donna, una casa, una terra, che sia la mia, un paesaggio da guardare, un modo di morire”. A volte ho paura di andare in pezzi solo a pensarla quell’enormità, solo a pensarla, a viverla; e allora dimmi: “Chi sei tu che avvolta nella notte inciampi così nei miei pensieri?” Sicurezza non mi abbandonare.
Viga
26/02/2007
EverLand
Oggi vi voglio parlare di una terra gentile, soffice, delicata. Patria di uomini “immortali” e paesaggi irreali, conta sparuti abitanti, tanto che sembra appartenere più a se stessa che ad altri esseri viventi. Dipinta di verde e violetto, con striature castane, è liscia e morbida come il mantello di un cavallo volante. Qualche foresta solitaria tuttavia sorge imbarazzata nelle valli meno accessibili, lontana discendente dei boschi che una volta erano sovrani. Ma gli esseri umani prima del potere, prima del denaro e della gloria più di tutto hanno ricercato il legno, così, dove i secoli avevano coltivato una schiera di fibrosi soldati, ora il terreno è nudo ed intarsiato di profonde ferite, ormai asciutte. Non c’è odio però in queste cicatrici, solo la malinconica perplessità di che è in grado di perdonare color che non sanno quello che fanno. L’erba si rincorre con l’erica e insieme giocano fino a fermarsi col fiatone sulle sponde di un fiume, o di un torrente, uno di quelli esperti ad intrecciare pioggia e filar cascate. Poi ci sono i laghi, specchi ribelli che non riflettono il colore del cielo, ma proiettano l’oscurità dei loro abissi leggendari. Sole e pioggia si confrontano, litigano e si feriscono, lasciando nel cielo innocente, lacerazioni insanguinate sotto forma d’alba e di tramonto. Ogni fiore, ogni foglia, ogni sasso borbotta la sua storia al vento, e all’acqua corrente che risponde a tutti con la sua parlantina ruzzolante; è però difficile ascoltare le loro vicende, perché spesso sono sovrastate dall’inconfondibile frastuono del silenzio, una voce che, per chi non l’ha mai sentita, rimbomba come un coro di voci trasparenti. Tante volte l’ho salutata, più di una volta le ho anche detto addio, ma poi ci sono ritornato, io o anche solo il mio spirito, perché, uomo, la tua capacità di innamorarti, per fortuna o per sfiga, è più forte della tua abilità a dimenticare. Immaginate l’ansa di un torrente che disegna un corno, montagne e colline senza nome sullo sfondo, ma colorate come i capolavori di un artista inconfondibile; sotto un cielo rattristato c’è una panchina di noce stagionato, una targhetta sbiadita, il nome di donna inciso e una dedica silenziosa ripete: “amava questo posto, amava questa terra……per sempre.”
Viga
25/02/2007
Tutto passa!
Per fortuna! Un week-end molto particolare si è concluso,posso pure affermare che mi ha segnato fisicamente !!! Carnevale è passato!Meno male,febbraio si avvia alla conclusione,il freddo invernale sta levando le tende,che volete di più?Volere una giornata di sole in una domenica a piedi, è chiedere troppo?Tempo pessimo,si accendono televisori ,xbox e controller,unici oggetti che fanno passare il tempo senza accorgersene!Vez quando vuoi prendere mazzate a gears,fai un trillo! :-D Il tempo passa il gioco va avanti e quando si muore x la 50esima volta nello stesso punto,ti giran le palle e spegni l'xbox senza farti troppi problemi,anzi ti incazzi pure un pò! e allora via che si ritorna al pc sperando di veder connesso ki vorresti trovare online,ma ti accorgi ke è venuto e andato via,come il week-end passato in un attimo,col lunedì sull'uscio pronto a far il suo ingresso nella vita di tutti.E' la ruota della vita che gira,ogni mattina si vede sorgere il sole e ogni sera lo si vede tramontare,è la norma,l'importante è continuare a esser parte del pubblico che assiste all'evento!Detto ciò vi auguro un buon lunedì e ricordatevi,che se non avete nulla da fare,regalate un sorriso,fa sempre piacere soprattutto al lunedì!
Ola
Pollo
23/02/2007
Delirio di Carnevale
“Come un uccello sul filo, come un ubriaco in un coro di mezzanotte, ho cercato, a modo mio, di essere libero;” e ho viaggiato tra i vicoli e le strade della mente per decidere cosa fare della mia vita o cosa, la mia vita, avrebbe fatto di me. Pellegrino, ho scartato il paradiso per il clima e l’inferno per la compagnia fino ad accontentarmi di questo purgatorio abitato da chi, come me, vede rosso di sera e bel tempo spera, fino alla mattina, quando la pioggia si avvicina. E’ il momento di un memento che sa un po’ di pentimento, o di curiosità per uscire dall’uscio e dal guscio così da scoprire se il diavolo è sempre bello come un angelo e soprattutto, se veste Prada. Carriera, una parola che non mi piace, la trovo poco rispettosa, esibizionista, vuota, meglio lavoro, più serio, concreto, affidabile. E l’amore? Beh l’amore è per i poeti. Cambiare, mutare, variare e modificare, occupazione, scarpe, progetti, alimentazione e, perché no, anche il governo. Magari ora aboliscono l’ICI e con tre carri armati invadiamo la Kamaciacta, che venissi promosso se si scrivesse così e se avrebbi beccato la consecutio, quella dei tempi, che passano, e non tornano, neanche se gli facciamo gli occhi dolci. I tetti sono spioventi, così la pioggia scorre via e allora io mi chiedo dove la compro una grondaia per i miei pensieri?! Un mio amico esperto in metalli e cannoli alla crema giura che non esistono, perché la mente è corrosiva, come la coca-cola e il buco dell’azoto. Azoto bucato, azoto fortunato, disse una volta un pigmeo esperto in enigmistica che cantava sul rio delle amazzoni. E anche io vorrei avere la lucida follia di Fitzcarraldo per realizzare l’irrealizzabile e spegnere le luna che non mi lascia dormire. Mi bastano le stelle e una stalla con un pavimento di cristallo e una pioggia di petali di rosa. Scende il silenzio su questa settimana, come il grana sugli spaghetti al pomodoro; inizia il weekend, due giorni di delirio (ma quando mai!), sassi, draghi e Bon Roll Aia, cotto al forno senza patate, che, ricorda, sono sempre troppo poche. Quindi riponi quelle stupida maschera da uomo, “vesti la giubba e la faccia infarina”, perché “la gente paga e ridere vuole qua”, al solito e irriverente ballo mascherato della felicità. Buon weekend e perdonatemi, non sono cattivo, è che mi scolpiscono così.
Viga
21/02/2007
WonderWall
Mi piacerebbe una memoria di cristallo, limpida e infrangibile, capace di racchiudere il passato in un album di variopinti riflessi. Purtroppo spesso dimentico, non tanto pensieri, parole, persone, quanto dimentico di dire, di fare e addirittura di dimenticare. Invidio gli alberi, la loro capacità di trasformare eventi e ricordi in perfetti strati di corteccia destinati ad accompagnarli in ogni futuro istante di vita e spesso anche oltre. La mia mente è più come un piccolo salvadanaio a forma di porcospino, capace di ospitare uno sparuto numero di gettoni, spesso investiti in dati e cifre di poco valore. Per non rischiare di diventare completamente povero ho però iniziato a riempire un taccuino con tutto ciò che non volevo sacrificare al galoppante incedere degli anni: pensieri, frasi, poesie, che con un filo invisibile si legano a volti, luoghi, sentimenti. Poi ho anche scoperto l’esistenza del sughero che una natura, insolitamente magnanima, ha donato all’uomo per non far versare il buon vino, per fargli sentire la leggerezza delle anatre e per appendere il passato al muro; e se il passato è appeso al muro, non ce la fa a passare completamente. Così eccolo lì, sopra le mensola destinata a alloggiare il giornaliero contenuto di tasche troppo ospitali, un mosaico di momenti indimenticabili, ubriachi in un ballo improvvisato di carta ed inchiostro; ci sono immagini di amici passati, presenti e spero futuri, ci sono frasi di chi ha imprigionato la distanza in una cartolina o un battito di cuore in un biglietto d’auguri; alcuni sono pezzi di carta anonimi, su altri leggi nomi strani come HV 71, Sound of ’70 e Matisse, che per tanti o tutti non vogliono dire molto, ma per me significano, molto, tanto, forse tutto. Stamani mentre rotolavo qui, attraverso la city, mi domandavo come facesse a prendere fuoco il cielo, nonostante l’aria di ghiaccio e il mio oceano di pensieri. E poi troppi semafori rossi, che si accendono a tradimento, quanto avresti giurato che sarebbero rimasti verdi. Oggi anche se la vedo e la tocco un po’ meno, la malinconia, meglio non lasciarla traboccare, quindi vado che sono in ritardo per la realtà, buona giornata.
Viga
19/02/2007
Shadows and Dust
Lo intravedo ogni mattina nell’atrio, mentre sfuma oltre il riflesso della porta a vetri che separa l’aria frizzante del nuovo giorno da quella stanca e sgocciolante del precedente. Calzoni grigio scuro perfettamente incastonati tra scarpe lucide e cintura dello stesso colore; camicia della sfumatura dei cielo all’imbrunire, giacca, niente cravatta, che credo non si usi dove sta andando, occhialini di chi ha passato più tempo a leggere e a studiare cose, piuttosto che a farle e a osservarle direttamente, il tutto semi nascosto da giaccone e sciarpa pronti ad affrontare il rigido risveglio meneghino. Il volto è sempre un pelo assonnato, serio, ma apparentemente sereno, come qualcuno che ha tanti pensieri ma nessuna difficoltà a metterli in riga, come fossero un plotone di obbedienti soldatini. Se non fosse per questa fiera tranquillità, potrei anche azzardare una vaga somiglianza. Stesso posto e al planar della sera, compare spesso anche un altro individuo, un tipo sportivo: tuta nuclearizzata, scarpe da ginnastica e giubbotto. A volte si trascina una grossa sacca anonima dal contenuto misterioso e a prima vista pernicioso per i delicati equilibri atmosferici della city. Capelli corti e spesso bagnati che di un pettine non hanno mai neanche sentito parlare, guance leggermente arrossate di chi ha ingerito una quantità di ossigeno inferiore a quella che il suo organismo avrebbe preteso, sguardo allegro e spensierato di chi mescola dolci desideri e ardente passione e ottiene croccante felicità. Giurerei di averlo già visto da altre parti, ma anche lui subito si spegne con gli ultimi sordi lamenti del tramonto. Del primo ammiro le mani, sempre aperte, mai serrate, pronte ad afferrare senza stringere…..opportunità, dadi, farfalle; del secondo ammiro le labbra, distese, leggermente dischiuse, che sembrano non aver paura di toccarsi per pronunciare parole complicate. Di entrambi invidio lo sguardo, quegli occhi che non trattengono il tempo e i pensieri ma li lasciano scorrere via in silenziosi ricordi. Magari un giorno ci incontreremo al Huggy, gli pagherò una birra e faremo due chiacchiere, per ora gli offro solo un augurio di buona settimana e le note di questa canzone…….
Ogni giorno racconto la favola mia
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...
E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione
di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
cambi faccia ogni sera,ma sei sempre tu...
Sei quell'uomo che viene a cercare l'oblio, la poesia
che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
L'uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via.….
Viga