30/11/2006
Tra me e me
Ascoltami, non siamo mai andati molto d’accordo; dispetti, litigi e incomprensioni hanno da sempre tinteggiato le nostre impronte, abbandonate sull’incomprensibile bagnasciuga del nostro tempo. Tuttavia c’è sempre stata una tacita non belligeranza tra di noi, un silente accordo d’accettazione di reciproci difetti e malumori. Ok, ultimante sono peggiorato; ti nutro meno, ti faccio fare orari da schifo e scarico su di te tensioni e delusioni, incespicate tra cuore e cervello. Però ti sembra il caso di comportarti così? Per quanto ancora mi farai pagare i miei errori? Questo dolore non ha senso! Non è la conseguenza di aver osato troppo…..o troppo poco! Non c’è emorragia, non c’è gonfiore, solo il tuo lamento che mi ancora al terreno, incatenandomi ad un suolo troppo poco vasto per il mio spirito. Non fregarmi! Ho accantonato le ali, quando mi hai rubato il cielo, non farmi accantonare anche le gambe, togliendomi la terra. Non fregarmi! Ho voglia di polvere, fruscii e silenzio. Ho voglia di bruciare sedie e consumare scarpe, di mangiare nebbia e respirare notte. Non fregarmi! C’è già domani a pretendere l’obolo di oggi, non ti ci mettere anche tu.
Viga
27/11/2006
Servo Pastore
“Dai diamanti non nasce niente”, ma dal letame non nascono i fiori, visto che dopo una settimana di scivoloni professionali ho deciso di testare anche la consistenza dell’asfalto novembrino, attorcigliato al fianco sinistro della mia moto. Ad aiutarmi nell’impresa un folcloristico automobilista con una dubbia competenza sulle precedenze urbanistiche che si è volatilizzato dietro la prima svolta raggiungibile……Ma io lo perdono e mi auguro che non contagi nessuno con la peste che stroncherà lui e la sua famiglia. Per il resto tutto bene, a parte il fisico che ormai casca a pezzi, l’umore da becchino e il portafoglio massacrato. Però non voglio lamentarmi, in fondo “niente dura per sempre, neppure la fredda pioggia di novembre” e il mondo non diventerà un posto migliore a meno che io non decida di renderlo tale. Però forse ha ragione il Dott., mi sento dissociato, leggo le mie stesse parole e non sono d’accordo. C’è un bambino che urla, che scalcia, che pretende, ha il mio volto; vicino a lui c’è un uomo sereno, gli mette una mano sulla testa dicendogli che quello che ci manca spesso ci fa dimenticare quello che abbiamo e gli spiega che la vita è uno specchio che sorride a chi la guarda sorridendo. Lo osservo ma non riesco a riconoscerne il viso. Vorrei essere lui, forse un giorno sarò lui e lui avrà il mio volto…..e ci sarà un altro bambino a cui sorridere, a cui parlare, a cui insegnare. Oggi non è così. C’è una canzone di De Andrè che ascolto sempre in questi giorni.
Dove fiorisce il rosmarino c'e' una fontana scura
dove cammina il mio destino c'e' un filo di paura
qual è la direzione nessuno me lo imparò
qual è il mio vero nome ancora non lo so.
Tutto inizia sempre così: mi accorgo di non sapere dove andare e se mi muovo nella direzione giusta. Mi senti abbandonato e ho paura che non diventerò mai l’uomo che vorrei essere.
Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume.
Però quando solitudine, illusione e tristezza sembrano consumarmi mi rendi conto che dentro di me resiste una piccola fiammella pronta a tornare a scaldarmi.
Sopra ogni cisto da qui al mare c'è un po' dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l'amore delle case l'amore bianco vestito
io non l'ho mai saputo e non l'ho mai tradito.
Perchè sono tante le persone e le cose per cui vale la pena vivere, lottare, sorridere……
Mio padre un falco mia madre un pagliaio stanno sulla collina
i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte, notte, notte sola, sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco.
E in fondo non siamo mai veramente soli; anche se non lo sappiamo, da qualche parte sono convinto ci sia qualcuno che ci regala l’ultimo pensiero prime di addormentarsi. Notte, notte sola, sei sola come me, ma questa volta sarò io a tenerti compagnia……
Buona notte
26/11/2006
grazie
Un bel week-end di merda si deve ancor concludere.
Mi fa incazzare la gente che:
-non rispetta gli impegni presi
-dice davanti a te A e poi scopri che quando non ci sei dice b
-fa false battute giusto x darti il contentino
-ti prende per il culo quando non è serata
Meditate.Sempre se vi interessa.
Pollo
20/11/2006
Pensiero Felice
Ogni tanto scrivo, scrivo perché ho troppe pensieri e poche parole. Ogni tanto scrivo per dimenticare e ogni tanto scrivo per ricordarmi di ricordare. Sto scrivendo una storia, l’ho iniziata ma credo che non la finirò mai, è una storia di amicizia, di sudore, di libertà e orgoglio. E’una storia dove chi racconta è l’asfalto e chi ascolta è il vento; oggi voglio ripeterne un pezzo a caso, perché stasera mi è venuta voglia di rileggerla. Probabilmente non capirete tutto, ma pazienza, provate a testare i confini della vostra fantasia.
Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
Che belle le favole! Mi piace ascoltare chi le racconta, mi piace osservare chi le ascolta. Oggi non capita praticamente più. Il mondo appartiene a bambini troppo adulti per avere la pazienza di ascoltare e ad adulti troppo bambini per avere il tempo di raccontare. Al sottoscritto invece la pazienza non è mai mancata; che altro poteri fare? Sono cementato qui! Non che non mi piacerebbe prendere e andare a vedere com’è il mondo, ma ormai mi sono rassegnato, in fondo è da quando sono nato che il mondo prende e viene a vedere come sono io. So che succedeva la stessa cosa a un tizio che suonava il piano su una nave, lui l’hanno fatto saltare in aria…..speriamo di non fare la stessa fine.
“Mi piaccion le fiabe!” Sussurrava il bambino al vecchio di una nota canzone. Sono così vere, reali! Sorridenti “cavalieri”, “belle addormentate”, “bambini di legno” ed “animali parlanti”, li incrociamo in ogni attimo, sbucano fuori da ogni angolo; ogni giorno c’è qualcuno che passa ad offrire una mela avvelenata e ogni istante c’è chi non sa resistere alla tentazione. Nella mia preferita ci sono eterni adolescenti, indiani, pirati e sirene, e poi battaglie, fate e magia, tutto racchiuso in un’ isola che non esiste. Mi ricorda un po’ la via vita, e i miei amici, quelle persone che vengono a farmi visita perché con me il loro spirito non invecchia di un giorno, resta tale e quale all’istante in cui per la prima volta hanno varcato i miei cancelli, quasi ibernato al sole dell’estate; e dall’altra parte, invece, ci sono gli altri, quelli che non capiscono, bucanieri del nostro tempo in acchitate divise da ufficiali o da genitori; sono gli adulti senza memoria, predoni dei sogni altrui, troppo impegnati a soppesare chi alza un dito senza permesso, per rendersi conto che magari, in realtà, sta semplicemente indicando la luna. Ho pena per loro, per le loro illusioni, per il timore che provano verso l’inesorabile scorrere del tempo; tic tac, bang bong, scandito che sia dal ticchettio di un orologio o dai rimbalzi di un pallone, per costoro il futuro rimarrà sempre un affamato coccodrillo. In mezzo a questa combriccola non poteva mancare lui, Peter Pan, il ragazzo nato già uomo e l’uomo a cui la vita ha concesso di restare sempre ragazzo. L’unico che c’è sempre stato e sempre ci sarà, il mio angelo custode, il guardiano silente della vita che prende forma su queste mattonelle. La sua zona di competenza si colloca in posizione centrale oltre l’arco che conta di più; da lì sentenzia panieri, in particolare nei finali di partita, quando la biglia stessa trasuda fatica e la gravità si intensifica, diventando fattore discriminante tra chi potrà continuare a giocare e chi dovrà andare a testare la comodità delle panchine.
Fabio è il suo nome, l’unico Lauri dell’elenco, come è solito ricordare a coloro che lo interrogano. Si presenta in bicicletta, sempre, trascinando la spensieratezza di chi parte per una gita. Ha capelli neri, anonimi, ma precisi nella loro cadenza; una carnagione chiara, pallida, avversa al sole dell’estate come all’invadenza di un venditore porta a porta; occhi scuri, attenti e d’invidiabile serenità, lo sguardo di uno che ha visto molto ma che sogna di vedere ancora di più; tutto questo è posto ad ornamento di un corpo secco, asciutto, apparentemente ridotto all’essenziale per sopravvivere. Quello che si dice un “fisico da impiegato”, anche se raramente si è visto un altro pallido mingherlino tirare biglie da sette metri come fossero supertele o divertirsi a fare buchi per terra irridendo impomatati pallettari che arrogano al locale circolo del tennis. Brutto colpo per coloro che si sono sbattuti secoli a dimostrare la relazione della massa di un corpo con la sua capacità di generare energia……
“Grazie", dice lui. Volano schiaffi spintoni rutti e bestemmie tutta la partita. E alla fine "Grazie".
Fabio è semplicemente un Signore. Di quelli in carne e ossa, però. Non come quello con cui si “relaziona” il Ludo. 50 chili di pura signorilità. Privo di bombetta, frac e tutto il resto; solo il gilet. Perché un signore, anche sotto un sole africano, un pezzo di carattere del suo abbigliamento lo porta sempre addosso. Nell’arena di Ze Game ha una presenza chirurgicamente essenziale: passaggio al compagno più vicino, o comunque al più competente, tiro smarcato e immancabile mannaia bimane pronta a calare sugli ingenui che credono ancora alla favola del lay-up contro difesa schierata. Non è un atleta dominate, si limita ad essere vincente, e questo non tanto grazie a forza o talento, ma piuttosto come conseguenza dell’armonia che riesce a diffondere in una squadra. Giocatori come lui sono merce rara, una specie in via d’estinzione, un bene universale che trascende i confini di un campo sportivo per proiettare la sua influenza anche sulla realtà immanente. Sono leader invisibili, sentinelle silenziose del confine che separa i vincenti dai semplici lottatori, gli artisti dai semplici sognatori. Senza Fabio, niente più magia, niente più eroi e pirati, niente più isole nascoste sulla strada che conduce al mattino, solo corpi sudati sopra un ammasso di acciaio e cemento inerpicato su una delle tante strade che i monti concedono al mare. Senza Fabio, senza il suo gilet, senza la sua bicicletta, coloro di cui vi sto raccontato sarebbero solo ombre e polvere. Per una volta, “grazie” lo dico io.
Viga
19/11/2006
Mai fidarsi degli amici!
E' proprio vero,i detti rispecchiano la verità!Sempre!Infami,ci si conosce da una vita e uno scherzo del genere non me lo farebbe neanche il peggiore dei nemici! D'ora in avanti ho un motivo in più per dubitare! Va beh ma questa non è la sola nota negativa di questo week-end.Vogliamo parlare di questa domenica a piedi? per colpa di 4 verdi,ci siamo ritrovati senza vettura.mortazzi loro.....e del venerdì?Beh no dai... venerdì tutto sommato non è stato così male tranne per le secchiate d'acqua che sono scese!Analizzato così è stato proprio un bel week-end!Mi sorge una domanda...cosa salvare di questi 3 gg?Forse l'acquisto dell'xbox360 è una nota positiva......adesso aspetto che arrivi call of duty 3 e poi sparisco dalla circolazione...solo le tipe mi vedranno :-DQuindi mie care fans,andate tranquille!Per voi ci sarò sempre!Fin quando il Vez nn mi ammazza :-D Ecco anche questa potrebbe essere un aspetto negativo!Ma io vado avanti per la mia strada,convinto che prima o poi il bene trionferà sul male!Meglio vivere un giorno da leone che 100 da coniglio!Vi ricordate lo striscione che avevan esposto allo stadio al derby di qualche anno fa?Diceva "Meglio un giorno da leone,che 100 da Ronaldo!".La mente è stanca...il corpo deve riposare,domani si riprende con lavoro e palestra,solita vita,in attesa di qualche evento particolare,vi saluto e vi auguro buona notte!!! Andiamo sabato a ballare?(me lo dovreste visto lo scherzetto....)
Ps Un saluto particolare va a Chiara,che sabato sera si è presa un bel spavento!Vedi...se fossi uscita con noi nn avresti corso rischi!
Ola
Pollo
14/11/2006
Nebbia Sul Futuro
Non si sa bene quale sia la sua origine. Un banale studioso ti direbbe che il fenomeno è dovuto al condensarsi del vapore acqueo vicino al suolo, intrappolato nella sua risalita da un freddo strato di alta pressione; un inguaribile sognatore ti racconterebbe invece che forse sono i caldi sospiri di un sole freddo e tormentato da un amore impossibile per quella luna che riesce a stento ad intravedere nell’istante in cui sorge e nell’attimo in cui tramonta. Qualunque spiegazione abbia, supero l’ultimo palazzo ed eccola lì, addormentata sulla desolata distesa di capannoni che circonda la city. Maledetta fanciulla che ti alzi tardi e ti corichi presto, alla fine sei arrivata! Serpenti silenziosi mi sfiorano, occhi luminosi che sbucano dal nulla e dal nulla vengono inghiottiti. Ma dove corrono tutti quando il mondo finisce a venti metri? Eppure indietro non si torna, a destra c’è il naviglio, a sinistra chi viene in senso contrario, inutile pensarci, bisogna avanzare e continuare a respirare, annusando i cambiamenti come pane appena sformato. Ma che paura non vedere, non capire, non sapere e poi……cambiare. Cambiare vestito, pettinatura, lavoro. Un frullato di volontà e necessità, con un pizzico di destino e un contorno di sfiga, o fortuna, fate un po’voi, perchè il mondo finisce a pochi metri e della madama non vedente scorgete soltanto la schiena. Nebbia, foschia, bruma, macaia, che diventi incertezza, dubbio, timore nascondi veramente un cielo sereno? Oppure sbanderò anche io trovando in guardrail, o inciampando nei prossimi occhi color smeraldo oppure barattando l’anima col diavolo in cambio di un completo Prada come il suo. Perché in passato quando mi sono fidato, sono stati dolori e lacrime nella pioggia che primavera ed estate non hanno asciugato. Mi avevano detto “domani è un altro giorno”, ma nessuno aveva mai menzionato cosa succede dopodomani. Ho voglia di consigli da non ascoltare e aiuti da rifiutare, ho voglia che qualcuno mi dia una risposta senza sapere la domanda e più di tutto ho voglia di comprare una tartaruga che faccia compagnia al mio gallo, che in realtà è un pollo, perché ricordate che sel’amore è per i poeti, tra tartarughe e polli c’è un intesa perfetta.
Chissà cosa si prova a liberare
la fiducia nelle proprie tentazioni,
allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni,
allontanarli in tempo
e prima di trovarsi solo
con la paura di non tornare al lavoro
F. De Andrè
Viga
12/11/2006
Drin Drin Drin
Quando meno te l'aspetti suona!Vi starete domandando cosa,sicuramente voi penserete al telefono cellurare,oggetto che è entrato nelle nostre vite pochi anni fa e che è diventato insostituibile.Invece ci sono tanti gingilli che emettono questo suono!Come nei fumetti che in ogni 2 x 3 esce la parola Gulp!Ma che sto scrivendo?Ma soprattutto perchè sto scrivendo queste cose?boh sono cotto,,,,,eppure siamo solo a domenica sera,,,,,,cazzus! Oggi dovevo andare in palestra......risultato mi sono addormento e mi sono risvegliato troppo tardi x poterci andare!Pacem...ci andrò domani sera.Stase c'è stato l'apero al Cubolungo.......4 cazzate tra amici un pò di pasta e via...la serata è trascorsa abbastanza tranquilla...nulla da segnalare a parte aver visto esultare l'interista x il gol dell'inter.Che palle!Ma nn possono abolire questo campionato? Potrei parlare di sabato sera,della mega serata che abbiamo trascorso...ma perchè raccontare delle cose che a voi potrebbero nn interessare?Vi dico solo che ci siamo divertiti.tutti.Nessun escluso!Da ripetere,magari sabato prossimo.....vediamo un pò come si mette la settimana!Altre cose d'aggungere non ce ne sono!Sono stanco.Vado che domani è lunedì....vi auguro buona settimana!
Ola
Pollo