30/03/2006
Fear of the Dark
Oggi parliamo di paura, di ciò che temiamo, di ciò che ci spaventa, Tutti abbiamo paura di qualcosa! Una volta poteva essere una stanza buia, un temporale, il ripostiglio che si intravedeva da sotto le coperte (quello spaventa tutt’ora)….quale assurdo mondo ha preso vita nelle sue ombre nascoste!….Oppure il dito di una prof particolarmente sadica che si divertiva a torturare il registro…..oggi interroghiiaaamo…….per certi versi è ancora così, non so bene, ma andando avanti nel tempo la paura diventa sempre più sofisticata, sempre meno tangibile: paura di sbagliare scelta, paura di ferire e di essere feriti, paura di fallire, paura di non avere un’altra occasione. Non riesci bene a focalizzare, però avverti che a spaventarti non è più tanto il mondo esterno, quanto te stesso, ciò che stai diventando. Questa paura spesso ti frena, ti blocca, ti congela in un labirinto in attesa di risposte a domande che non sai bene neanche formulare. Credo sia solo una la via per uscirne, cioè credere in ciò che si è ed in ciò che si fa, credere che notte e giorno non smetteranno mai di alternarsi, credere che il futuro non è scritto ed “ogni istante è un’occasione per rivoluzionare tutto, completamente”. Temi le cadute, ma non rinunciare a correre, perché anche dovessi finire per terra, potrai sempre rialzarti. Mi ricorderò sempre cosa mi disse alle medie il mio prof di Italiano, tra l’altro un tipo sul bastardo andante, disse che nella vita non esiste un momento in cui non è più possibile ricominciare. Tralasciando che si stava riferendo Pavese e che il ragazzo ha deciso alla fine di togliersi la vita…….il concetto resta valido.
“Quale mondo giaccia al di là di questo mare non so, ma ogni mare ha l’altra riva, e arriverò”.
(C. Pavese)
Viga
29/03/2006
Words, don't come easy to me
A volte le parole mi escono a getto, divento una radio, uno stereo, una macchina per popcorn, una slot-machine sempre vincente. Le frasi sono linee tratteggiate sull’asfalto della mia lingua, sono pali della corrente che seguono i binari della mia memoria. Sento che potrei parlare dell’infinito all’infinito, e intanto decidere se far ridere, far piangere o far riflettere.
Altre volte invece le parole non le trovo, le cerco, ma non riesco a capire dove le ho messe! Eppure erano lì, a portata di mano, chiare, schiette, precise. Nondimeno sono riuscito a perderle, anche se mi viene il dubbio che sia stata una cosa inconsciamente voluta, perché in fondo quelle parole erano troppo chiare, troppo schiette, troppo precise. Ma cosa ne resta? Cosa rimane quando il mare si ritira? Resta un silenzio imbambolato, una dolce impotenza e il pensiero sbatte contro le pareti celebrali per uscire, ma non può, perché la parole sono scomparse; qualcuno pensa per timidezza, altri per vigliaccheria, tuttavia non ci puoi fare niente, sono fuggite e a nessun altro è concesso sapere ciò che in quel momento volevi dire.
Viga
27/03/2006
Tic _Tac Tic Tac
Passa il tempo,passa per tutti.Sembrava ieri Natale e siamo già quasi arrivati a Pasqua!Periodo di riflessioni,periodo strano della mia vita dove succede di tutto di +,dove accetto tutto quasi passivamente senza farmi troppi perchè,poichè se inizio a pormi domande la vedo dura tirare sino ad agosto....ma è meglio dire agosto o fine luglio? Cambia poco,è solo fattore psicologico! A Pasqua vorrei fare qualcosa,regaz ke ne dite di 3 gg di relax? Accetto idee e soprattutto proposte! Intanto io navigo in rete.... viaggiare online nn mi costa nulla o quasi.
Ola
Pollo
22/03/2006
Sei Primavera
La primavera ti nasce dentro; sboccia, cresce e fiorisce nelle persone, prima ancora che l’aria abbia veramente dimenticato il gelo del passato inverno, prima che il cielo abbia definitivamente scordato l’oscurità dei mesi precedenti, prima che colori, oltre qualsiasi memoria, si impadroniscano di ogni spazio. Sembrerebbe quasi che la primavera non arrivi, ma sia portata, sia trascinata da coloro che sono stanchi di coprirsi, stanchi di stare rinchiusi. E quindi incominci a vedere le cose con occhi diversi, più aperti, più sereni, meno preoccupati del sole che cala in fretta e si porta via energie, occasioni, e, a volte credi, anche la buona sorte. Il mondo non diventa improvvisamente un posto migliore, però forse tu diventi più disposto a credere che lo sia.
Viga
16/03/2006
Bella zioooooooooooo
Bella Ziooooooooo!!! oggi ho voluto iniziare così... questo saluto,usato da un mio carissimo amico che tra pochi giorni ci lascia per andare a lavorare lontano da milano per ben 7 mesi,è il minimo che io possa fare!!! Ieri sera grande serata ,grande figura di merda iniziale fatta fuori dal locale.....normale amministrazione!!! Non mi va di parlare di quel che è successo inside,potrebbe risultare monotono a tutto coloro che leggono e che non hanno partecipato alla festa!
Fin quando sai ke l'amico sta bene,è nella tua stessa città,che abita a pochi km,anche se non lo vedi per mesi non ti preoccupi.Quando scopri ke deve partire,ti dispiace,dici frasi del tipo "si doveva uscire + spesso...etc etc" ,ma ciò non toglie il fatto che senti un vuoto dentro,qualcosa mancherà per 7 mesi....un amico .
Ola
Pollo
16/03/2006
Buon CompleLavoro
Un anno è passato, un anno intero! A volte mi sembra essere volato sulle ali dell’entusiasmo del primo vero lavoro; a volte mi pare che sia penosamente strisciato, sotto il peso di giornate trascorse a cercare di capire questa dimensione così diversa dagli spazi in cui ero solito respirare. Qui le persone spesso si limitano a sopravvivere, a volte perché offesi da un modo che non ci tiene a comprenderli o spesso perché in lotta contro un sistema che cerca di non accettarli. Nel torto marcio e con una commovente ragione sognano comunque un traguardo che già si pone dietro la linea da cui la sorte ha concesso a me di partire. Questo mi fa riflettere e mi mette in difficoltà, caricandomi di una pressione che non ha volto, non ha forma, ma nasce e muore con ogni nuovo sole dentro di me.
La prima volta che ho messo piede qui ero sicuro sarebbe stata anche l’ultima, troppo lontano questo posto dalla mia casa, dalla mia mente, dai miei sogni, eppure……i giorni si sono sommati sul calendario insieme ai miei ricordi, disegnando le stagioni sulla mia pelle come mai era capitato prima. Così eccomi lì ad ascoltare primavera ed estate farsi beffe della mia perduta libertà e a vedere autunno e inverno dilaniare ingenue illusioni e folli desideri. La mente è diventata più forte, il cuore è diventato più debole. E io sono cambiato vincendo un po’ di tranquillità ma perdendo per strada altrettanta serenità.
12/03/2006
Hands Off
Non toccatela la mia città! Sfottetela, criticatela e insultatela se volete, ma non toccatela. Odiate pure il suo sistema frenetico, disumano, spietato, storcete il naso per il suo odore artefatto, per i suoi colori sbiaditi ma non azzardatevi neanche a sfiorarla. Voi che rubate gli ideali per farne alibi infantili, voi che stuprate le menti dei semplici e degli ingenui, voi che assassinate il libero arbitrio solo perché è uno scomodo testimone delle vostre azioni, siete una malattia, un tumore che corrompe e ammorba tutto ciò con cui viene in contatto. Volete la libertà solo perché credete vi dia il diritto di distruggere, volete l’uguaglianza solo perché avete paura di dover dimostrare quello che valete veramente, volete la tolleranza solo perché ci sia chi tolleri la vostra intolleranza.
Lontani da me, lontani dalle mie strade, dai miei palazzi, dalla mia gente. Siete patetici! Il mondo non è perfetto, ma non muta con quelli che distruggono le vetrine, cambia invece con quelli che quelle vetrine le costruiscono, le riempiono, le svuotano, le guardano e le lucidano. Siete pigri, svogliati, dei bambini viziati buoni solo a lamentarsi e a scovare problemi senza mai agire per portare alla luce delle soluzioni. Peggio di voi fa solo chi cerca di giustificarvi, di proteggervi per evitarvi di entrare in contatto col mondo degli adulti, dove le persone sono costrette a rispondere secondo le loro responsabilità. Avrei una voglia matta di rispondervi con le stesse vostre pietre, con i vostri stessi bastoni, col vostro stesso odio incontrollabile, ma così facendo precipiterei nella vostra stessa penosa ottusità. La cosa migliore per voi è una lenta estinzione in un mondo che vi compatisce e che lentamente vi dimentica.
Però non toccatela la mia città! La renderete solo più dura, più cattiva, e sarete responsabili dell’aumento dell’ingiustizia, dell’intolleranza e della superficialità delle persone. Voi non siete una cura, siete solo una malattia peggiore.
Viga