20/11/2009
Influenzato
La stanchezza può giocare strani scherzi, soprattutto se sussurrata dal demone dell’influenza, soprattutto se supportata dalle sponde viscide del fiume dei ricordi, fatto sta che ho pensato, io conosco questo profumo, non posso assicurare che esista al di fuori della mia testa, ma posso giurare che lo conosco, come conosco le rughe scolpite troppo spesso sulla mia fronte. Però ho tirato dritto, oltre il cancello, oltre la macchina parcheggiata a irridere il caso, oltre la mia volontà, perché volere ciò che non si può, a volte è genio, altre è pazzia, ma spesso è semplicemente inutile. Recuperare le energie ora è fondamentale, fisiche e mentali, anche se le prime sono allo stesso tempo prezzo necessario a rinvigorire le seconde. A volte mi chiedo se scavare sia la scelta giusta, se non sia meglio accumulare, impilare e fregarsene del vento, tanto esistono comunque i terremoti e la prima volta che ne affronti uno, ti rendi cosa significhi veramente tremare per qualcosa. Hai mai la sensazione che non sia il tempo a scorrere in vanti, ma tu a scivolare un po’ ovunque come ghiaccio su ghiaccio, come una biglia di ferro su un piano basculante? Poche soddisfazioni sul lavoro e troppe umiliazioni con la palla a spicchi rendono queste settimane più fredde e grigie di quanto l’orizzonte mette realmente in scena. A volte vorrei mollare tutto, spegnere la luce e vedere che succede. Solo che ho il presentimento che nulla cambierebbe, che si le ombre sparirebbero, ma solo perché tutto diventi oscurità. E poi io ho tanti difetti, ma non sono uno che molla. L’unica cosa da cui sono solito fuggire, sono i saggi consigli. Cazzo, la felicità è banale, banale come pacca sulla spalla, come un pensiero che torna indietro, come una retina che fruscia. La felicità è banale, siamo noi che siamo complicati. Buon Weekend e Buona Fortuna.
Viga
06/11/2009
Fear Of The Duck
Io non ho paura. Quante volte ho pensato ad alta voce questa cosa. Quante volte mi sono sentito forte, barricato nella convinzione che fosse vera, che sia vera e che lo sarà sempre. Posso smarrire anche la Fede, ma non ho paura. Poi mi viene in mente il bambino di “Senti chi parla…..ecco, metto la chiave lì, tocco là, schiaccio lì, muovo lì e là, ok so' guidare”….ok non ho paura. Illusione della beatitudine, come credere di aver il totale controllo, come pensare che non saremo mai vinti e all you need is love, come non ammettere di sapere cosa sia, la paura, paura di perdere quello che abbiamo, paura di non riuscire mai a raggiungere quello che desideriamo. Maratona, il tuo nome certamente è donna. E se quest’anno ti ho evitato, come la ragazza che si desidera follemente ma che con altrettanta pazzia si teme, ho pagato comunque il prezzo emotivo che il primo weekend di Novembre sembra voler ad ogni costo riscuotere dalla mia vita. Notte che diventa giorno e giorno che diventa notte, vita che nasce, vita che trema, calore, gelo, pioggia, apnea e poi un respiro per andare avanti. Di Viola non c’è molto da dire, sarebbe come se cercassi di descrivere il fiore di cui porta il nome, per color che ne vedrebbero solo un fiore, solo un fiore resterebbe, mentre per colore che saprebbero andare oltre, nessuna descrizione potrebbe bastare. Però c’è il tempo che scatta in avanti, le cose che assumono un significato diverso, un valore diverso. La vita cambia, e quando la vita cambia è come una farfalla che sbatte le ali, quasi nessuno la nota, ma in qualche luogo sulla terra, c’è un tornado che ne sussurra ad alta voce l’eco. A volte è sereno, altre volte invece diventa agitato come in presenza del demonio, in ogni caso tutto questo resta uno stagno e noi le anatre che ci nuotano dentro. Buona Settimane e Buona Fortuna.
Viga
19/10/2009
Via dal Due
Che strana sensazione ripassarci davanti. Un sferzata di malinconia e ricordi, violenta come il primo freddo che ti accarezza la faccia e rapida come la moto che sfreccia accanto ai quei quaranta metri di cemento e opache vetrate. Un anno e una manciata di mesi, dieci ore o più al giorno, non abbastanza per chiamare un luogo casa, ma sufficienti a fartene sentire la mancanza, quando sai che non ci ritornerai mai più. La mia Parigi e la mia Casablanca, la mia Pleasantville e la mia Tannhauser, tre piani con tante cianfrusaglie e qualche cosa di veramente prezioso, dove ho vissuto una commedia decisamente più umana che divina e ho imparato che gli orologi non servono solo a indicare l’ora come i gioielli non sono fatti solo d’oro e d’argento, ma spesso anche d’acciaio, e ogni tanto anche di carne e sogni. Ricordo la prima volta che ci sono entrato in quegli spazi squadrati tra cristalli e frivolezza, io, fresco rovente di fonderia, mi mancava solo di sentire “teletrasportaci Spot” e non avrei avuto dubbi di essere arrivato sulla plancia dell’Enterprise. Poi, potersi svegliare un’ora più tardi, pensare che forse un pezzettino di futuro veramente poteva essere, come per l’arcobaleno, alla fine di Corso Sempione, ed essere certo che la felicità mi sorrideva ogni mattina se mettendo la catena alla moto giravo la testa dalla parte giusta. E ancora i Pastelli che fino a settimana scorsa mi hanno dato da mangiare, con l’attenzione un po’ burbera di Betty e la dolcezza perennemente allegra di Mauro ad accompagnare piadine ogni volta più premurose. La palestra e i suoi, più o meno spaesati, inquilini che con me chiudevano le loro giornate chiedendosi, ne sono certo, se non fosse un po’ pazzo un uomo capace di isolarsi totalmente dal mondo per l’apparente piacere di sollevarsi e abbassarsi per un’ora sulle braccia. Per fortuna credo non conosceranno mai la verità fino in fondo. Forse si, c’è anche qualche demone che è rimasto incatenato tra le mura del Due di Viale Certosa, ma lo ospiterei volentieri a casa mia se ciò fosse necessario a far sopravvivere con lui il ricordo di alcuni momenti che non voglio dimenticare; e poi lo sanno tutti che i demoni una volta erano Angeli…..Oggi primo giorno effettivo nella nuova sede, un piccolo ritorno alle origini, alle macchine che sfrecciano veloci a lato della strada, all’odore stantio della mensa e alle facce in giro di chi teme decisamente più la fine del mese che l’inizio. Da Piazza Firenze a Via Montefeltro, due lunghissimi km di grigio asfalto, mi viene da sghignazzare da solo come un matto, certo che ne ho fatta di strada…….Buona Settimana e Buona Fortuna.
Viga
11/10/2009
L'Uomo Che Sussurra Ai Puledri
L’estate tarda ad andarsene, quasi avesse ancora qualcosa da dirci, quasi volesse sussurrare ancora un’immagine, un’idea, un consiglio alle nostre fragili orecchie. E’ una settimana che impazzisco dietro ad un futuro difficile, altamente improbabile e che forse non è neppure quello che voglio. Lavoro, affetti, doveri e piaceri, tutto si mischia confondendosi e perdendo i suoi infantili contorni. Giornate passate a ragionare, come il più scontato degli ingegneri, ed in fondo, perché no, è il mio lavoro; serate passate a riflettere, come il più irrecuperabile dei sognatori, ma è fatta veramente così la vita che vorrei!? In mezzo un labirinto di cuoio, legno, erba e asfalto in cui cerco di descrivere la strada per uscirne, impegnandomi per insegnarla ad altri, ma sperando anche io di impararla. Sapevo che sarebbe stata una grande idea organizzare la festa. E così è stato. Non tanto per la musica, le ragazze, le birre gelate e i vodka tonic, quanto perché ogni giorno c’è qualcuno che sembra convincerci che se vogliamo essere felici dobbiamo farcela in solitudine, mentre noi abbiamo bisogno di sapere che non è sempre così, che a volte non bisogna accontentarsi, ma bisogna volere tutto, i soldi la libertà, l’adolescenza l’esperienza, l’amore l’amicizia, il sesso le risate. Negli ultimi mesi ho imparato che i sogni li si può inseguire, li si può combattere, li si può ringraziare o li si può maledire, ma non li si può evitare, sono frammenti di noi e non ci è data la possibilità di separarcene. Certo, su tutto questo grava questa maledetta faccenda del buio, capitato o cercato, del fatto che all’inizio non vedi assolutamente nulla e, quando la paura non ti tiene inchiodato lì dove sei, puoi solo avanzare strisciando, sbattendo contro qualsiasi cosa. Col tempo però ci fai l’abitudine ed impari ad usare la mani per proteggerti, riesci ad orientarti, o addirittura a distinguere qualcosa, qualche contorno per poter andare avanti con passo meno goffo. Così quando qualcosa o qualcuno accende una candela, una piccola luce, ne resti abbagliato, sbigottito e lo spicchio di realtà che prima era solo totale immaginazione finisce per spaventarti ancora di più. Alla fine però basta un soffio di vento e tutto viene di nuovo inghiottito dall’oscurità tanto che non puoi fare a meno di chiederti se questo è quello che in fondo volevi, o quello che ancora più nel profondo temevi. Forse non riuscirò ma a smettere di credere in quello che faccio anche se ciò che faccio non se lo merita, forse non smetterò ma di vedere una donna e pensarla come amore, in un attimo, o qualcosa di più, di libertà, anche se questo significa smettere di essere libero. Buona Settimana e Buona Fortuna.
Viga
20/09/2009
Apologia del Fallimento
Cinque anni son passati. Cinque anni da quella sera di settembre in cui, un po’ per noia, un po’per presunzione, un po’per incoscienza, abbiamo deciso di aprire questo blog e con esso abbiamo spalancato le porte del nostro piccolo mondo ad un universo virtuale sconosciuto, illimitato e tremendamente reale. Non conto neppure quanti post abbiamo pubblicato, quanti ne abbiamo immaginati e scritti e quanti invece solo pensati, fermandoci prima di rivelare fatti o pensieri a volte troppo duri per poter essere incisi nell’etere, a volte troppo fragili per poter essere avvolti di semplici parole. Già, perché la parola non sempre sono leggere, ma ogni tanto sanno essere pesanti, aggravate da ciò che abbiamo vissuto, e ancora più spesso diventano taglienti, affilate da ciò che temiamo o sappiamo non vivremo mai. Se però dovessi tornare indietro, non cambierei una virgola, riscriverei ogni sillaba, così come l’ho inventata, perché in quel momento era una goccia della mia mente, una lacrima di felicità o tristezza della mia anima; e una dopo l’altra sono cadute fino a formare una pozza dove oggi come allora posso guardare dentro e rivivere le stesse sensazioni così come le ho originariamente provate. Così mi rendo conto che ci sono pensieri che non sopravvivono il tempo di un respiro, ed emozioni che invece sono destinate per l’eternità a sfidare gli abissi della memoria. Un mese che sono rientrato nella city. Un mese che il lavoro è ritornato il motivo principale che colora le mie stanche giornate. Lavoro su tutti i fronti, lavoro in ufficio, lavoro per le mie passioni, lavoro sui miei difetti e lavoro con il mio passato. Lavoro per essere libero, libero di dire, di fare, di decidere. Ma più lavoro, più mi sento legato, attorcigliato tra responsabilità, sogni e propositi. A volte penso che forse sto ancora fuggendo, che mi sto solo buttando di testa in tutto quello incontro per non avere il tempo di guardami indietro; forse è per questo che la notte non mi lascia ancora in pace, puoi portare il tuo corpo al limite, ma la tua mente sarà sempre più resistente. Però, recenti episodi e discussioni, mi hanno spinto a riflettere sul significato profondo del termine fallimento, su cosa comporti veramente fallire. Fallire significa prima di tutto attribuire a qualcosa o qualcuno più valore di quanto attribuiamo alla nostra stessa esistenza in quella frazione della nostra vita. Fallire significa accettare la fida per questa cosa, con romantica speranza e un filo gelato di paura. Fallire significa perdere, senza appello, senza discussioni, senza recriminazioni o giustificazioni a cui potersi aggrappare. E’ come inseguire un treno chiamato felicità che sta partendo, con un luccicante biglietto in tasca, a poi scoprire che non ci sono più posti liberi. Sei a terra, e se ci fosse qualcosa sotto terra, diverso dalla terra, saresti lì. L’ho provato e l’ho visto succedere a persone a cui voglio bene e a cui mai avrei pensato sarebbe potuto accadere…..e allora ho capito. Inutile che ve lo spieghi, se l’avete provato lo sapete già e se non l’avete provato, non lo capirete di certo. Quindi Buona Notte e Buona Fortuna.
Viga
20/09/2009
AUGURI VIGAPOLLO!!!!!

TANTI AUGURI A TEEEE
TANTI AUGURI A TEEEE
TANTI AUGURI VIGAPOLLO
TANTI AUGURI A TEEEE!!!!!
E SONO 5.... :-)
14/09/2009
Cene
Il week-end è passato tra cene,tentativi di montare il barbecue e ricordi delle vacanze appena trascorse!Ho rivisto gente che nn vedevo da anni,altri da mesi,alcuni dal Giappone e qualcun altro da prima delle ferie!!!E' sempre bello ritrovare gli amici di sempre!!!
Umbe: organizzatore dell'evento,solito tossico qual è, nn contento del fumo di una sigaretta decide d'affumicare tutte le scale!!!
Ivano: visto molto recentemente dà il meglio di sè col pollo(nn io) alla brace!!!
Giulio: visto in forma, che faccia bene mangiarsi wurstel e crauti???
Viga: solito pompato gonfio come un canotto...racconta delle disavventure del suo portafoglio,ma quando di quelle con donne???(e nn dire che nn c sono :-D )
Elisabetta: necessita di una pausa relax su facebook!!!
Barbara: new entry,interagisce subito col gruppo!!
Valeriano e tipa: anche loro ancora con la testa in Giappone!!
e io??? io son qua da spettatore ad assistere a una serata tra amici!Quindi nn posso esser giudicato! :-D
Ola
Pollo